Ceferin resta fino al 2031: la UEFA sfida la FIFA

La partita per il futuro del calcio mondiale si gioca su due fronti. Aleksander Ceferin ha deciso di ricandidarsi alla presidenza della UEFA, rinunciando al precedente proposito di lasciare l’incarico nel 2027. La scelta, annunciata a Berlino l’8 ottobre, arriva mentre il calcio europeo intensifica il confronto con Gianni Infantino e chiede una profonda revisione della governance della FIFA.

Ceferin rilancia: un ultimo mandato alla UEFA

Il presidente sloveno ha accolto la richiesta unanime delle 55 federazioni nazionali europee, confermando l’intenzione di presentarsi al congresso elettorale della UEFA, previsto ad Astana, in Kazakistan, il 22 aprile 2027. L’obiettivo è restare alla guida dell’organizzazione oltre il 2027, fino al 2031.

«La mia ambizione rimane quella di mantenere unito il calcio europeo, rendere il nostro sport più forte e lasciare una UEFA pronta per la prossima generazione», ha dichiarato Ceferin, spiegando le ragioni della sua decisione.

La risposta europea al modello FIFA

La ricandidatura assume un significato particolare nel confronto con Infantino. Le federazioni europee, con l’eccezione dell’Azerbaigian, hanno approvato a Berlino una serie di proposte per riformare la FIFA: separazione dei poteri, organi di controllo indipendenti, maggiore trasparenza nelle decisioni e protezione dei fondi destinati allo sviluppo del calcio.

Al centro delle tensioni resta FIFA Forward Enterprise, il progetto commerciale accantonato dopo le contestazioni relative alla gestione dei diritti e al coinvolgimento di investitori privati. La FIFA ha respinto le accuse, mentre la UEFA ha chiesto chiarimenti e documenti attraverso un’iniziativa giudiziaria negli Stati Uniti.

La successione di Infantino resta aperta

Ceferin ha escluso una propria candidatura alla presidenza della FIFA, ma intende contribuire alla ricerca di un candidato capace di raccogliere consensi anche fuori dall’Europa. Il nome di Ramon Vega, che ha annunciato la propria disponibilità, resta sul tavolo, mentre la ricerca di un’alternativa condivisa prosegue.

La scadenza del 18 novembre per le candidature si avvicina. La sfida, dunque, non riguarda soltanto chi guiderà il calcio mondiale, ma anche quanto potere dovrà avere il futuro presidente e quali garanzie saranno introdotte per limitarlo.

Fonte: Europacalcio.it

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