Lazio, Gattuso ha cambiato tutto: ora la vetta non è un caso
Lazio, il successo contro la Juventus certifica la crescita
Il momento della Lazio è molto più di una partenza sorprendente. Il 3-0 rifilato alla Juventus all’Allianz Stadium ha confermato la solidità di una squadra che sta imparando a interpretare il calcio di Gennaro Gattuso con personalità, intensità e convinzione. Dopo sette giornate di Serie A, i biancocelesti sono a quota 19 punti, appaiati all’Inter in vetta alla classifica: sei vittorie e un pareggio, un avvio che assume valore anche per la qualità degli avversari affrontati.
La vittoria di Torino, firmata da Oliver Provstgaard, Gustav Isaksen e Fisayo Dele-Bashiru, ha raccontato una squadra capace di soffrire senza perdere ordine e di colpire nei momenti decisivi. Non è stata soltanto una prova di concretezza: la Lazio ha mostrato coraggio nel pressing, attenzione nelle coperture e lucidità nelle ripartenze.
Gattuso ha restituito fiducia e una nuova identità
Il merito principale dell’allenatore è aver convinto il gruppo a interpretare il suo calcio senza mezze misure. Gattuso ha spiegato che la squadra deve accettare i rischi di un gioco aggressivo, nel quale pressione e duelli individuali richiedono intensità costante.
«Stiamo facendo qualcosa di incredibile, ma la strada è lunga», ha dichiarato il tecnico dopo il successo contro la Juventus. Un messaggio che riassume bene la mentalità richiesta: godersi i risultati senza lasciarsi condizionare dalla classifica.
La crescita, infatti, non si misura soltanto con i punti conquistati. Nelle ultime uscite la Lazio aveva mostrato qualche difficoltà nel mantenere la stessa intensità per tutti i novanta minuti. A Torino, invece, la squadra ha gestito meglio i momenti della partita, continuando a cercare il secondo gol senza abbassarsi eccessivamente.
Provstgaard e Isaksen, simboli di una squadra senza paura
La rete di Provstgaard, arrivata al 37’ su assist di Mattia Zaccagni, ha premiato la capacità dei biancocelesti di sfruttare le situazioni offensive. Il raddoppio di Isaksen, al 66’ dopo l’apertura di Nuno Tavares, ha poi evidenziato la pericolosità della squadra quando trova spazio per attaccare. Nel finale, Dele-Bashiru ha completato il risultato con una progressione personale.
La varietà delle soluzioni è uno degli aspetti più incoraggianti: la Lazio non dipende da un solo finalizzatore e può trovare risorse da difensori, esterni e centrocampisti. Anche la solidità del reparto arretrato ha avuto un ruolo decisivo, limitando le occasioni della Juventus e permettendo a Christos Mandas di vivere una serata relativamente tranquilla.
Lazio, il prossimo passo è confermarsi contro il Parma
La classifica autorizza l’entusiasmo, ma non ancora le conclusioni definitive. Il campionato è lungo e mantenere un ritmo così elevato richiederà continuità, gestione delle energie e una rosa capace di affrontare eventuali assenze. Lo stesso Gattuso ha ricordato che la squadra deve pensare a una partita alla volta, evitando di sentirsi arrivata.
Il prossimo appuntamento sarà Lazio-Parma, in programma il 24 ottobre allo Stadio Olimpico. Una sfida diversa da quella contro la Juventus, perché i biancocelesti saranno chiamati probabilmente a gestire maggiormente il possesso e a trovare spazi contro un avversario più prudente. Sarà un test importante per verificare la capacità della squadra di adattarsi a un contesto tattico differente.
Il momento della Lazio è indubbiamente positivo: la vetta condivisa con l’Inter non è frutto di un singolo episodio, ma di risultati e prestazioni che stanno costruendo fiducia. La sfida, adesso, è trasformare questa partenza in una stagione di alto livello. Per farlo, serviranno la stessa fame, lo stesso coraggio e la stessa umiltà mostrati a Torino.
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Fonte: Europacalcio.it