Borriello avverte la Juve: «Nemmeno Conte basterebbe»

Marco Borriello, ex attaccante e campione d’Italia con la Juventus nel 2012, ha analizzato il momento complicato dei bianconeri in un’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport. Secondo l’ex centravanti, le difficoltà della squadra non possono essere ricondotte esclusivamente alla guida tecnica di Luciano Spalletti: per tornare a vincere servono identità, leadership e un ambiente capace di ritrovare la propria compattezza.

Borriello: «Conte non sarebbe sufficiente»

L’ex bianconero ha espresso grande stima per Antonio Conte, sottolineandone la mentalità vincente e la capacità di trasmettere determinazione ai giocatori. Tuttavia, un suo eventuale ritorno non risolverebbe automaticamente i problemi della Juventus.

«Non credo che Spalletti sia il problema della Juventus e di conseguenza non penso che basterebbe Conte per permettere alla Juventus di tornare a primeggiare», ha dichiarato Borriello, riconoscendo le qualità tecniche e tattiche di entrambi gli allenatori.

«Alla Juventus manca Andrea Agnelli»

Il punto centrale della sua analisi riguarda la dirigenza. Per Borriello, alla Juventus manca una figura presidenziale presente e coinvolgente come Andrea Agnelli, capace di creare un legame forte tra società, squadra e tifoseria.

L’ex attaccante ha comunque riconosciuto gli investimenti di John Elkann, distinguendo il sostegno economico della proprietà dalla presenza quotidiana richiesta a un presidente. «Il calcio è alchimia e comunione d’intenti», ha spiegato, ricordando l’atmosfera che accompagnò lo scudetto del 2012.

Le critiche a Bremer, Kessié e Woltemade

Nel corso dell’intervista, Borriello ha citato le dichiarazioni di Bremer dopo la sconfitta contro la Lazio, sostenendo che in passato sarebbero state gestite diversamente. Ha inoltre giudicato preoccupante la scelta di Franck Kessié di preferire l’Atalanta alla Juventus.

Più netto, infine, il giudizio su Nick Woltemade, definito «un lungagnone tecnico, ma pure prevedibile». Parole che riaccendono il dibattito sulle difficoltà bianconere e sulla necessità di ritrovare una precisa identità.

Fonte: Europacalcio.it

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