Giorgos Lagaris: «Il Bayern Monaco è un modello di visione e solidità» – ESC EC
Nato e cresciuto in Germania, vicino ad Amburgo, ma profondamente legato alle proprie radici greche, Giorgos Lagaris ha sviluppato un percorso professionale tra sport, consulenza e attività commerciali. La sua esperienza nel mondo del calcio gli permette di osservare da vicino le dinamiche che determinano il successo di un grande club: dalla gestione finanziaria alle partnership strategiche, fino alla valorizzazione dell’identità sportiva.
Nell’intervista al corrispondente di EuropaCalcio.it, Manos Staramopoulos, Lagaris approfondisce il modello del Bayern Monaco, il significato del motto Mia san mia, l’eredità di Franz Beckenbauer e le opportunità di crescita del calcio greco. Un confronto che mette al centro un principio: la competitività sul campo dipende anche dalla solidità delle strutture che operano dietro le quinte.
L’intervista integrale a Giorgos Lagaris
1. Sei nato in Grecia o in Germania? Dove sei cresciuto e in che misura le tue radici greche hanno influenzato il tuo percorso personale e professionale?
Sono nato e cresciuto vicino ad Amburgo. Le mie radici greche mi hanno trasmesso calore, capacità di adattamento e ospitalità; la Germania mi ha insegnato la disciplina e l’affidabilità. L’unione di queste due culture ha plasmato il mio modo di lavorare e di relazionarmi con le persone.
2. Come è entrato il calcio nella tua vita e quando hai deciso di occuparti dell’aspetto commerciale di questo sport?
Il calcio ha fatto da ponte tra le due realtà in cui sono cresciuto. Col tempo, ho iniziato a interessarmi alle organizzazioni che stanno dietro al gioco, in particolare a come i club costruiscono partnership e creano un valore duraturo che va oltre i singoli risultati sportivi.
3. Cosa ti ha lasciato l’esperienza ad Amburgo e come è nata la collaborazione con il Bayern? Quale aspetto del tuo lavoro pensi ti abbia aperto questa porta?
Lavorare nel mondo dello sport, sia in Germania sia in Grecia, insieme all’attività di consulenza e insegnamento, mi ha offerto prospettive diverse. Ciò che mi ha aperto le porte è stata la capacità di comprendere gli obiettivi di business dei partner, andando oltre la semplice vendita di pacchetti di sponsorizzazione. Il Bayern Monaco rappresenta la naturale prosecuzione di questo approccio.
4. Qual è stata la prima impressione che ti ha fatto capire la reale portata del Bayern, una volta entrato a contatto con il club dall’interno?
Ciò che mi ha colpito maggiormente è il senso di responsabilità legato al nome del Bayern Monaco. Ogni decisione ha un impatto sulle persone e sulla reputazione del club. Apprezzo inoltre il modo in cui l’organizzazione preserva il proprio know-how e favorisce la crescita professionale dei propri collaboratori.
5. Cosa rappresenta oggi il Bayern Monaco per il calcio mondiale? Come spiegheresti la forza del suo brand a chi vive a migliaia di chilometri dalla Baviera?
Il Bayern Monaco coniuga tradizione sportiva e credibilità internazionale. La sua vera forza a livello globale non risiede solo nella notorietà, ma nel legame profondo che i tifosi di tutto il mondo sentono di avere con il club, un legame che si traduce in esperienze concrete e significative.
6. L’espressione «Mia san mia» è nota in tutto il mondo del calcio. Come si traduce concretamente nelle attività quotidiane, nei processi decisionali e nei rapporti tra le persone all’interno del club?
«Mia san mia» significa identità condivisa, fiducia e responsabilità. Questo concetto prende vita nella collaborazione quotidiana e nei momenti in cui bisogna prendere decisioni difficili. Una cultura aziendale ha valore solo quando le persone ne incarnano i principi, non quando si limitano a ripetere uno slogan.
7. Come descriveresti l’attuale situazione finanziaria del Bayern? Quale fattore ritieni più importante per valutare la reale forza di un club: ricavi, redditività, liquidità o capacità di resilienza durante una stagione competitiva complessa?
I risultati pubblicati dal Bayern Monaco riflettono le dimensioni del club e la sua disciplina finanziaria. Ricavi, profitti e liquidità sono tutti elementi rilevanti, ma attribuisco il massimo valore alla resilienza: la capacità di mantenere intatte le proprie ambizioni anche quando i risultati sportivi o le condizioni di mercato si fanno difficili.
8. Per l’esercizio 2024/25, il Bayern ha registrato un fatturato di 978,3 milioni di euro e un utile netto di 27,1 milioni di euro. In che modo queste cifre si traducono in prestazioni competitive costanti sul campo e quali pressioni si celano dietro questa crescita dei ricavi?
Un fatturato di 978,3 milioni di euro e un utile netto di 27,1 milioni testimoniano la portata del Bayern Monaco, ma è bene ricordare che il fatturato non coincide con la liquidità immediatamente disponibile. Stipendi, trasferimenti e infrastrutture richiedono investimenti oculati per garantire la competitività nel lungo periodo.
9. Cosa rende il Bayern una delle principali potenze finanziarie nel mondo del calcio? In che misura la continuità gestionale, la strategia commerciale, lo stadio e il rapporto di fiducia con i tifosi contribuiscono a questo successo?
La continuità, le partnership commerciali intelligenti, le infrastrutture — come lo stadio — e la fiducia dei tifosi si rafforzano a vicenda. Altrettanto fondamentali sono la competenza del personale e un’organizzazione capace di restare solida anche di fronte ai cambiamenti tra allenatori, dirigenti e giocatori.
10. Come viene selezionato un partner strategico? Al di là degli aspetti economici, quali caratteristiche deve possedere un’azienda per associare il proprio nome a quello del Bayern?
L’allineamento strategico è l’aspetto prioritario. Oltre al profilo finanziario, valuto la reputazione dell’azienda, i suoi obiettivi, la capacità di valorizzare la partnership e la reale volontà di collaborare. Gli accordi più solidi sono quelli che rispondono a esigenze aziendali concrete per entrambe le parti.
11. Il club potrebbe rifiutare un’offerta di sponsorizzazione molto redditizia perché non in linea con i propri valori? Dove si colloca l’equilibrio tra crescita commerciale e identità del club?
In linea di principio, certamente sì. La reputazione e l’identità hanno un valore a lungo termine. Non posso entrare nel merito delle decisioni interne del Bayern Monaco, ma un’offerta economicamente vantaggiosa può rivelarsi comunque una scelta sbagliata se finisce per compromettere la credibilità dell’istituzione.
12. Cosa cercano oggi le grandi aziende in una partnership con un club di alto livello? In che modo dimostrate che il loro investimento sta generando un impatto tangibile?
Le aziende desiderano risultati di business misurabili, non solo la visibilità del proprio logo. A seconda dei loro obiettivi, è necessario valutare il coinvolgimento dei clienti, la percezione del brand, l’acquisizione di contatti qualificati (lead) o lo sviluppo del mercato, avvalendosi di indicatori chiari definiti fin dall’inizio.
13. In che misura la pianificazione finanziaria dipende dal cammino della squadra in Champions League? Quali tutele e misure ha messo in atto il Bayern per garantire che un’eliminazione precoce non comprometta la sua strategia complessiva?
Il percorso in Champions League porta entrate e visibilità, ma i risultati sono imprevedibili. Una pianificazione responsabile separa le entrate affidabili dai guadagni dipendenti dalle prestazioni, testa diversi scenari e protegge la flessibilità finanziaria. Non posso commentare le misure di sicurezza riservate del Bayern Monaco.
14. Qual è, a tuo parere, la maggiore sfida finanziaria che i club europei dovranno affrontare nei prossimi anni? È possibile che le entrate continuino a crescere senza gravare sempre di più su tifosi e giocatori?
La sfida consiste nel bilanciare la crescita delle entrate con l’aumento dei costi, tutelando al contempo tifosi e giocatori. I club dovrebbero creare nuovo valore attraverso prodotti digitali, partnership ed esperienze migliori, investendo al contempo in team dirigenziali competenti.
15. Il mio compianto amico, Franz Beckenbauer, è stato una figura davvero straordinaria. Data la tua prospettiva interna sul Bayern, come valuti l’entità del suo contributo, sia al club sia al calcio mondiale?
Franz Beckenbauer ha plasmato il Bayern Monaco ben oltre i suoi successi sul campo. La sua personalità, la sua leadership e il suo prestigio internazionale hanno contribuito a definire l’ambizione e l’immagine del club, creando un’eredità che influenza ancora le generazioni successive.
16. Dove si può scorgere l’eredità di Beckenbauer all’interno del Bayern Monaco oggi? Nella mentalità del club, nel suo prestigio internazionale o nel modo in cui tratta le persone?
La sua eredità vive nell’ambizione internazionale del Bayern Monaco, nella fiducia del club e nel rispetto per la sua storia. Onorare figure come Franz Beckenbauer significa mantenere saldi i principi, consentendo al contempo all’organizzazione di evolversi.
17. Hai avuto la possibilità di conoscerlo personalmente? Se sì, quale ricordo ti è rimasto più impresso? Se no, quale aneddoto, condiviso da chi lavora nel club, ti ha colpito maggiormente?
Ho incontrato Franz Beckenbauer brevemente da bambino, durante una partita tra leggende vicino ad Amburgo. Mi ha autografato il cappellino del Bayern Monaco. Ricordo la folla intorno a lui e solo in seguito ho compreso la forza emotiva di quel momento.
18. Qual è la tua opinione sulla Champions League di quest’anno e fino a che punto pensi che il Bayern possa arrivare? Quale fattore determinerà la sua prestazione contro avversari più forti?
Il Bayern Monaco ha la qualità per arrivare lontano, ma la reputazione non garantisce nulla. Disciplina tattica, disponibilità dei giocatori e costanza sotto pressione determineranno le prestazioni della squadra contro gli avversari più forti.
19. Come valuti il nuovo formato dal punto di vista delle partnership commerciali? Genera maggiore interesse e crea nuove opportunità, oppure l’aumento del numero di partite impone anche dei limiti?
Un maggior numero di partite offre ai partner maggiore visibilità e storie da raccontare in diversi mercati. Tuttavia, il carico di lavoro dei giocatori e l’attenzione dei tifosi hanno dei limiti. Un coinvolgimento significativo è più importante del semplice aumento delle opportunità commerciali.
20. Qual è la tua opinione su Konstantinos Karetsas e Giannis Konstantelias? Quali qualità spiccano in ciascuno di loro e fin dove pensi che possano arrivare nelle loro carriere?
Konstantinos Karetsas si distingue per creatività e sicurezza; Giannis Konstantelias per immaginazione, controllo di palla e intelligenza. Entrambi hanno un grande potenziale, a patto che il loro sviluppo fisico, le decisioni e la crescita complessiva siano gestiti con attenzione.
21. Data la presenza di questi due giovani greci in Germania, cosa serve a un calciatore di talento per affermarsi in un ambiente esigente come quello del Borussia Dortmund? Quanto è importante il supporto fuori dal campo?
Il talento da solo non basta. I giovani giocatori devono affrontare la pressione tattica, la competizione e l’adattamento culturale. La famiglia, i consiglieri fidati e un supporto paziente, soprattutto durante infortuni o battute d’arresto, possono fare la differenza tra un potenziale e una carriera duratura.
22. Quanto segui da vicino il calcio greco e qual è la tua valutazione attuale del campionato e della Nazionale? Vedi le condizioni per una crescita costante?
Seguo da vicino il calcio greco e vedo del vero talento nel campionato e nella Nazionale greca. Una crescita sostenibile richiede strutture professionali, pazienza e continuità, piuttosto che mettere in discussione un intero progetto dopo ogni sconfitta.
23. Basandoti sulla tua esperienza, incluso il periodo al PAOK, qual è secondo te la maggiore differenza organizzativa e commerciale tra i club greci e quelli tedeschi? Che tipo di cambiamento potrebbe essere implementato immediatamente in Grecia?
La differenza maggiore è spesso la struttura organizzativa, non la passione o il talento. I club greci potrebbero migliorare immediatamente la trasparenza nel reclutamento, la chiarezza delle responsabilità e lo sviluppo dei dipendenti. Investire nei professionisti fuori dal campo è essenziale quanto lo sviluppo dei giocatori.
24. Come può un club greco attrarre partner internazionali e raggiungere una maggiore autonomia finanziaria? In che misura il rapporto tra il calcio greco e la diaspora greca rimane inesplorato? Se ti venisse chiesto di proporre tre priorità per lo sviluppo del calcio greco nel prossimo decennio, quali sceglieresti?
I club greci hanno bisogno di proposte internazionali credibili e diversificate, capaci di favorire l’aumento dei ricavi e di rafforzare le reti della diaspora. Le mie tre priorità sono: professionalizzare la gestione, migliorare le infrastrutture e l’esperienza dei tifosi, e definire strategie commerciali internazionali coerenti.
25. Che consiglio daresti a un giovane greco che sogna di lavorare nella dirigenza di un grande club europeo? E qual è il tuo prossimo obiettivo professionale?
Studia le lingue e il business dello sport, acquisisci esperienza pratica e concentrati sulla risoluzione dei problemi. La mia priorità è contribuire al Bayern Monaco, sia nel calcio sia nel basket, sviluppando al contempo nuove partnership. Resto aperto alla possibilità di sostenere lo sport greco in futuro.
Ti potrebbe interessare
Fonte: Europacalcio.it