Verso Juve-Napoli, Allegri: “La Juventus è forte, non è morta”
Massimiliano Allegri è il grande ex di Juventus-Napoli, grande big match – insieme al derby di Milano – della decima giornata di Serie A. Il tecnico partenopeo conosce benissimo l’ambiente bianconero viste le due esperienze a Torino e sa benissimo che non bisogna mai fidarsi della Vecchia Signora, anche se sta passando un momento di crisi come quello attuale sotto la gestione Spalletti. Lo stesso Allegri ha ribadito questo concetto, e non solo, nella conferenza stampa alla vigilia del match.
ALLEGRI: “DANNO LA JUVENTUS PER MORTA, MA DIFFICILMENTE MUORE. È UNA SQUADRA FORTE CON UN BRAVI ALLENATORE”
JUVE – “Inutile stare tutte le volte a ricordare… ho passato 10 anni, il 50% della mia carriera lì, tra l’altro ho mio figlio che vive a Torino. Sarà una partita bella, è uno scontro diretto tra due squadre che sono indietro in classifica. Ho sentito a livello mediatico che danno la Juve per morta, ma la Juventus difficilmente muore, è una squadra forte, un allenatore bravo, in questi momenti si compattano e perciò per noi sarà molto difficile, servirà una grande prestazione tecnica, fisica ed un pizzico di buona sorte”.
I SINGOLI – “Rrahmani ha avuto un’influenza, ieri ha fatto allenamento, oggi vediamo come sta perché poi si gioca mercoledì. Se sta abbastanza bene giocherà, altrimenti giocherà uno tra Marianucci e Beukema. Anguissa anche lui… – prosegue Allegri – c’è un virus influenzale in giro, ogni tanto ne ammazza uno ma se sta bene gioca altrimenti gioca un altro. Hojlund? Aveva fatto sempre buone partite, aveva avuto anche occasioni importanti non finalizzate purtroppo in goal, l’altro giorno ha fatto un bellissimo goal ed una buona partita”.
FILOSOFIA DI GIOCO – “Non c’è una nuova filosofia, nelle ultime 4 partite abbiamo segnato diversi goal, ma non scordiamoci che abbiamo concesso parecchio, alcune situazioni di partita vanno migliorare, in fase di possesso e non possesso. Bisogna occupare meglio tutto il campo, secondo me, la gestione della palla va fatta meglio, con maggiore lucidità nel capire quando rallentare ed accelerare, le fasi sono due, quando hai palla e quando non ce l’hai”.
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Fonte: Europacalcio.it