Owono, il dramma dopo De Miguel: perché rischia il carcere
Il calcio spagnolo è sotto shock per la morte di Jesús de Miguel, attaccante del Tenerife, deceduto martedì 3 novembre a 30 anni dopo il violentissimo scontro con Jesús Owono, portiere dell’Andorra. Una tragedia consumatasi durante la partita di Segunda División, sospesa nel finale sul risultato di 2-2, che potrebbe avere conseguenze anche sul piano giudiziario.
Lo scontro e le lacrime di Owono
L’episodio è avvenuto nei minuti di recupero, quando Owono è uscito dalla propria area per anticipare De Miguel, lanciato verso la porta avversaria. Il ginocchio del portiere ha colpito il centravanti al petto e alla testa, facendolo crollare a terra privo di sensi. L’arbitro ha estratto il cartellino rosso diretto, mentre i calciatori presenti hanno immediatamente chiamato i soccorsi.
Trasportato d’urgenza in ospedale, De Miguel ha subito un arresto cardiorespiratorio. Nonostante la rianimazione e il ricovero in terapia intensiva, le sue condizioni sono peggiorate fino al tragico epilogo. Tenerife ha confermato il decesso con un comunicato, esprimendo cordoglio alla famiglia. Anche Owono, profondamente scosso dall’accaduto, è apparso devastato.
Perché il portiere rischia il carcere
La questione ora riguarda l’eventuale responsabilità penale. In Spagna, l’articolo 142 del Codice penale disciplina l’omicidio colposo: se venisse dimostrata un’imprudenza grave, la pena prevista è da uno a quattro anni di reclusione.
Non significa, tuttavia, che Owono sia automaticamente indagato o condannato. L’espulsione certifica una sanzione sportiva, non una responsabilità penale. Sarà necessario accertare dinamica, condotta e nesso causale attraverso immagini e perizie mediche. Al momento non risulta confermata pubblicamente l’apertura di un procedimento penale a carico del portiere.
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Fonte: Europacalcio.it