ESCLUSIVA Lontani, l’ex tecnico: “Era un ragazzino già maturo. Sul Parma e sul suo futuro…”

ESCLUSIVA LONTANI EX TECNICO – Uno dei giovani più interessanti di questa Serie A 2026/2027 è Simone Lontani, attaccante nato a Cesena nel 2008 e alla prima stagione tra le fila del Parma, che in estate lo ha ingaggiato dal Milan.

Lunedì sera, in occasione della sfida in casa dell’Atalanta, vinta con un netto 3-0 dalla squadra di Alberto Gilardino, il ragazzo di Gatteo ha realizzato il suo terzo gol in campionato, e il quinto stagionale considerando la doppietta al Catania in Coppa Italia lo scorso agosto.

Per parlare meglio di Lontani, Europacalcio.it ha contattato in esclusiva Luca Locatelli, allenatore delle giovanili del Cesena nonché tecnico di Lontani ai tempi in cui l’attaccante del Parma vestiva la casacca del Cavalluccio.

Partiamo dalla domanda più scontata, si aspettava un avvio di stagione come questo da parte di Lontani? 

“Simone (Lontani, ndr) era un bambino con delle qualità superiori alla media, è stato bravo e ha sempre avuto tanta voglia di crescere. Dopo il Cesena è andato al Milan, ovunque è stato ha sempre voluto dimostrare sul campo di essere il migliore del gruppo. Anche oggi al Parma lo sta dimostrando, ogni domenica ha e si procura occasioni da gol. Lunedì sera ha segnato all’Atalanta una rete da giocatore forte, prima saltando benissimo l’uomo e poi gonfiando la rete con una conclusione chirurgica. Sta facendo un grande percorso e ha tutte le carte in regola per fare una grande stagione“.

Considerando la reticenza degli allenatori italiani a lanciare a puntare sui giovani, quanti meriti vanno dati a Carlos Cuesta?

“Cuesta è stato senza dubbio bravissimo a credere in Simone sin da subito. Ma va detto che si tratta di un ragazzo il quale dà sempre tutto negli allenamenti, è impossibile non accorgersi di lui. La sua vera forza è come si allena: vuole sempre imparare e migliorare. Ricordo infatti che, nonostante la sua dedizione per il calcio, anche a scuola andava benissimo, era sul pezzo in tutto“.

Alcune settimane fa, Gilardino ha detto che Lontani potrebbe anche giocare a centrocampo. Lei cosa pensa di questa ipotesi?  

“Parliamo di un giocatore molto bravo ad attaccare gli spazi, non a caso segna tanti gol partendo da dietro. Allo stesso modo, è abile nel concludere a rete partendo da sinistra. In ogni caso, credo che in questo momento più lo si lascia libero e meglio è. Poi in futuro sicuramente si potrà valutare qualsiasi ipotesi, perché Simone è in grado di giocare ovunque“.

C’è un ricordo particolare che ha di Lontani ai tempi del Cesena? 

“Dico anzitutto che in tutti i nostri tornei era il miglior giocatore. Emblematiche erano la voglia che aveva e il saper tirar fuori sempre qualcosa di importante. Purtroppo capita spesso che nelle giovanili si guarda più al gioco di squadra che ai singoli, la cosa più importante per me è stata quella di non limitare Simone. Che aveva già bei colpi, e rimasi stupito dalla sua voglia di non mollare mai. Era un ragazzino già maturo e con la giusta voglia di arrivare. È passato al Milan perché era il più forte di tutti, poi è andato via per un cambio di percorso, cosa che in giovane età succede di frequente. Ma chissà, se continua così in futuro potrebbe anche tornarci…“.

Quanto importante è stata la sua famiglia in questo finora breve percorso? 

“La sua famiglia è stata molto brava a gestirlo: hanno sempre dato priorità alla scuola e non hanno mai parlato del loro figlio come un fenomeno. Inoltre, alcuni anni fa sono stati molto saggi ad ascoltarmi: quando nel 2018 il Cesena fallì, riuscimmo a conservare le squadre Under 11. Simone stava per andare alla SPAL, club che in quegli anni era in Serie A. Sarebbe dovuto andare tutti i giorni con il pullmino da Gatteo a Ferrara, che sono quasi 2 ore di strada. Sarebbe stata una grande fatica soprattutto a livello fisico e mentale, con il rischio di perdere l’entusiasmo col passare del tempo. Io dissi questa cosa alla sua famiglia, che mi diede retta e così Simone restò a Cesena. Il tempo ha detto che è stata la scelta migliore“.

Ora il suo nome è inevitabilmente sulla bocca di tutti. Non è sempre facile gestire a diciotto anni questo tipo di pressione. Cosa si sente di consigliare al ragazzo? 

“Sta vivendo un momento meraviglioso. Deve rimanere con i piedi per terra e fare un passo alla volta, e soprattutto continuare ad essere la persona che è. Parma è un’ottima piazza per crescere e trasmetterti sicurezza, e Simone si sta prendendo carico della squadra perché gioca già come un leader. Ha una maturità che non è facile trovare in tutti i ragazzi di diciotto anni. È presto per parlare di futuro o altro, ora deve solo guardare di partita in partita e far tesoro della fiducia che Gilardino ha in lui. Chiaro che se continua così, in futuro potrà ambire a un top club, italiano o straniero. Io sono orgoglioso di lui“.

 

Fonte immagine di copertina: www.parmacalcio1913.com

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Fonte: Europacalcio.it

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