VAR, Rosetti cambia rotta: meno interventi nelle gare

Il dibattito sull’utilizzo del VAR torna al centro del calcio europeo. Roberto Rosetti, responsabile arbitrale della UEFA, ha avviato una riflessione concreta sul futuro della tecnologia, con l’obiettivo di limitarne l’impatto sulle partite.

Una svolta nel segno della fluidità

La posizione di Rosetti è chiara: il VAR deve intervenire solo in presenza di errori evidenti. L’attuale utilizzo, soprattutto con frequenti On Field Review, rischia di spezzare il ritmo e ridurre il tempo effettivo di gioco.

“Credo che ci siamo dimenticati del motivo per cui è stato introdotto il VAR”, ha spiegato Rosetti, sottolineando come la tecnologia funzioni al meglio nelle decisioni oggettive, mentre resti più complessa nelle valutazioni interpretative.

Vertice UEFA e confronto tra leghe

Per affrontare il tema, la UEFA ha programmato un incontro estivo con i vertici dei principali campionati europei. L’obiettivo è trovare una linea comune, evitando interpretazioni diverse tra le varie competizioni.

La richiesta è di uniformità: meno discrezionalità e più chiarezza nei criteri di intervento.

I numeri nei top campionati

I dati evidenziano differenze significative. La Premier League registra la media più bassa, con 0,275 interventi a partita. Seguono Bundesliga e Liga con 0,38, mentre la Serie A si attesta a 0,44 e la Ligue 1 a 0,47. In Champions League, la media è di 0,45 interventi.

Numeri che alimentano il confronto e rafforzano la necessità di una revisione condivisa. Il futuro del VAR passa da qui: meno interruzioni, più coerenza e un calcio che ritrovi ritmo e naturalezza.

Fonte: Europacalcio.it

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