Tre bomber per Spalletti: così Kolo Muani torna di moda per la Juve

Prima ancora dei verdetti finali della stagione, la Juventus sta già pianificando il futuro. Il reparto offensivo sarà uno dei principali cantieri dell’estate e Luciano Spalletti ha idee molto chiare: servono più soluzioni, più profondità e almeno tre attaccanti di livello per competere davvero. In questo scenario torna fortemente d’attualità il nome di Kolo Muani, vecchia conoscenza bianconera e profilo considerato ideale per il nuovo corso del progetto.

Kolo Muani e non solo: il piano di Spalletti per il nuovo attacco

L’idea del tecnico di Certaldo è quella di costruire un attacco numericamente ricco ma, soprattutto, complementare dal punto di vista tattico. Ecco perché la Juve continua a lavorare sia sul fronte Dusan sia su quello del francese ora al Tottenham.

Il mister considera ancora Vlahovic il centravanti ideale attorno a cui strutturare il reparto offensivo. Lo hanno ribadito anche le parole nel post partita con il Lecce, a sottolinearne le qualità fisiche e la cattiveria agonistica che lo porta a lottare su ogni pallone. Tuttavia il rinnovo del serbo resta un rebus: le trattative non hanno ancora prodotto una svolta definitiva, nonostante il pressing favorevole da parte dei vertici della Vecchia Signora.

Per questo motivo la Juventus si sta cautelando. Kolo Muani piace da tempo e a Torino ha già dimostrato di poter incidere, chiudendo il suo precedente periodo italiano con 10 gol in 22 presenze.

Ormai al tramonto dell’avventura in Premier e della stagione poco brillante in prestito agli Spurs, il francese potrebbe lasciare il Psg per circa 40 milioni di euro in estate. Una cifra importante ma non di certo fuori mercato per un giocatore nel pieno della maturità calcistica (28 anni) e perfettamente compatibile con le idee tattiche di Spalletti.

David resta? La Juve pensa davvero a tre centravanti

Il vero tema, però, è che la Juventus potrebbe non fermarsi a due numeri 9 di ruolo. L’ex CT della Nazionale, infatti, ha colto segnali positivi anche da Jonathan David, nonostante una stagione ben al di sotto delle aspettative.

Tuttavia, gli appena 8 gol segnati non raccontano esaustivamente il contributo del canadese, che nel sistema bianconero ha spesso fatto vedere movimenti intelligenti e altrettanto lavoro oscuro, con cui ha liberato spazio per gli inserimenti dei centrocampisti, tutt’altro che prolifici ad eccezione di McKennie.

Spalletti intravede in lui anche un’evoluzione tattica diversa per l’ex Lille: un giocatore in grado di muoversi qualche metro più indietro rispetto a una prima punta classica, fattispecie già sperimentata in alcuni spezzoni di gara dal rientro di Vlahovic.

Naturalmente molto dipenderà dal mercato. Arrivato a parametro zero, David garantirebbe una plusvalenza enorme in caso di offerta superiore ai 30 milioni. Ma il messaggio del tecnico è arrivato forte e chiaro alla Continassa: “Melius est abundare quam deficere“, è meglio abbondare che deficere, se si vuole tronare a lottare per qualcosa di importante.

Fonte: Europacalcio.it

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