Simeone e le parole che agitano il Toro: “Per me il River è tutto… ci sono decisioni da prendere”
Le parole, a volte, pesano quasi quanto le offerte. E quelle pronunciate da Giovanni Simeone nelle ultime ore hanno inevitabilmente acceso il dibattito tra Torino e Argentina. L’attaccante granata, reduce da una stagione da 11 gol in Serie A, ha parlato del proprio futuro e soprattutto del legame speciale che lo unisce al River Plate, il club dove è cresciuto. Dichiarazioni che arrivano mentre i Millonarios continuano a monitorare la situazione e che alimentano interrogativi destinati ad accompagnare le prossime settimane.
Racing o River? Simeone non ha dubbi sul legame più forte
Da tempo il “Cholito” viene accostato a un ritorno in patria ma negli ultimi giorni il tema è tornato particolarmente caldo. A riaccendere la miccia è stato in prima persona il presidente del River, Stefano Di Carlo, il quale ha ammesso come il suo profilo rientri tra quelli seguiti dal club: “Ángel Correa, Thiago Almada e Simeone sono nella nostra lista e sono presi in considerazione”. Il patron ha individuato la necessità di acquistare almeno due attaccanti, di conseguenza i nomi non si escludono l’un l’altro.
A rendere la situazione ancora più interessante sono però le parole del giocatore stesso, rilasciate ad un podcast argentino, nello specifico in uno spezzone diventato rapidamente virale sui social. Incalzato su un possibile approdo al Racing, dato il forte legame con la storia del papà Diego, l’ex Napoli non ha annunciato alcuna decisione ma ha lasciato trasparire un legame emotivo profondo con il River: “Sicuramente sono legato al Racing ma considerate che per moltissimo tempo sono rimasto fortemente legato al River. Per me è stato molto importante, stavo 12 ore al giorno lì, ho vissuto tutto il mio percorso scolastico… lì sono diventato calciatore, per me il River è tutto” parole al miele a cui va aggiunto il criptico “Ci sono delle decisioni da prendere sul mio futuro”.
Parole lontane da una vera e propria richiesta di cessione ma che inevitabilmente fanno rumore. Soprattutto perché arrivano da un giocatore che non ha mai nascosto il desiderio di tornare, un giorno, a misurarsi con il calcio argentino.
Il muro del Torino e le incognite economiche: chi farà il primo passo?
Se il cuore sembra continuare a battere per Buenos Aires, la realtà racconta una storia diversa, per il momento. Il Torino, infatti, non ha intenzione di privarsi facilmente del proprio numero nove. Cairo considera Simeone uno dei punti fermi della rosa che affronterà la prossima stagione e non prende in considerazione l’ipotesi di una partenza, per lo meno non a cifre “normali”.
Proprio per questo motivo, la valutazione fissata dal club granata è particolarmente elevata. Secondo le indiscrezioni provenienti dal Sudamerica e rilanciate nelle ultime ore, il presidente del Toro chiederebbe addirittura 25 milioni di euro per lasciar partire il Cholito. Una cifra che rappresenta un ostacolo enorme per il River Plate, la cui offerta ideale graviterebbe attorno ai 10 milioni. Un divario che, allo stato attuale, rende molto complicata qualsiasi trattativa concreta.
Nonostante rimanga comunque qualche discrepanza sulle cifre che circolano, a rafforzare ulteriormente la posizione granata c’è di certo la situazione contrattuale del centravanti trentenne. Simeone è infatti legato al Torino fino al giugno 2028, con un’opzione unilaterale a favore del club per estendere l’accordo fino al 2029. Una condizione che consente a Cairo di gestire la vicenda senza alcuna fretta e da una posizione di forza.
Restano però il fattore emotivo e la volontà dell’argentino. Per ora non ci sono segnali di rottura con il Torino ma l’uscita allo scoperto dei Millonarios e le parole dello stesso Cholito lasciano intendere che questa storia sia tutt’altro che conclusa.
Fonte: Europacalcio.it