Finisce l’era Boehly, chairman dagli enormi investimenti: cosa cambia ai vertici del Chelsea
Colpo di scena ai vertici del Chelsea. Todd Boehly, volto simbolo della cordata che nel 2022 raccolse l’eredità di Abramovich, ha ceduto la propria partecipazione a Clearlake Capital e lasciato la presidenza dei Blues. Il fondo guidato da Eghbali consolida così il proprio controllo sul club, chiudendo una convivenza societaria diventata progressivamente più complicata. Si conclude un quadriennio caratterizzato da investimenti senza precedenti, rivoluzioni tecniche continue e una nuova filosofia gestionale, ma anche da risultati sportivi inferiori alle enormi risorse impiegate.
Clearlake prende il comando, cosa cambia davvero dopo l’uscita di Boehly
Il riassetto modifica soprattutto gli equilibri proprietari, più che la direzione strategica del Chelsea. Con l’acquisto delle quote detenute dall’imprenditore americano e Mark Walter, Clearlake Capital passa dal 61,5% all’86,5%, mentre il primo lascia anche la carica di chairman. Il comunicato ufficiale dei Blues precisa infatti che il fondo intende proseguire lungo la strada già intrapresa, con Eghbali destinato a rafforzare ulteriormente il proprio ruolo centrale che, nei fatti, ricopriva già da tempo nella gestione quotidiana. Secondo il Financial Times, Boehly e Walter riceveranno complessivamente 950 milioni di sterline per il loro 25%, nell’ambito di un’operazione che valuta il Chelsea circa 5 miliardi di sterline.
L’uscita di scena arriva dopo anni nei quali il rapporto tra Boehly ed Eghbali si era progressivamente deteriorato. Diverse le frizioni, dall’esonero di Pochettino nel 2024, contrario alla volontà del co-fondatore di Eldridge Industries , fino alle differenti visioni sul futuro di Stamford Bridge. Lo stesso dirigente aveva ammesso a Bloomberg che, senza un’intesa sul progetto dello stadio, i proprietari avrebbero potuto prendere strade differenti. La vendita rappresenta dunque il punto finale di una separazione maturata nel tempo. Cambia chi detiene il potere ma non necessariamente il progetto: multiclub, investimenti sui giovani e struttura manageriale restano i pilastri su cui Clearlake vuole continuare a costruire.
Due miliardi, sei allenatori e due trofei: il bilancio dell’era Boehly al Chelsea
Boehly lascia un Chelsea profondamente diverso da quello ricevuto da Abramovich. Al momento dell’acquisizione nel 2022, diventò subito il volto pubblico del nuovo corso e, pur non essendo mai stato l’azionista di maggioranza, finì inizialmente per ricoprire anche funzioni operative sul mercato. La prima estate portò circa 325 milioni di euro di acquisti ma fu soltanto l’inizio: secondo i dati Transfermarkt, nelle cinque stagioni di mercato, dal 2022/23 al 2026/27, i Blues hanno investito oltre due miliardi. Parallelamente sono cambiati sei allenatori in quattro anni, senza contare i traghettatori, mentre i trofei sono rimasti due: Conference League e Mondiale per Club, entrambi conquistati con Enzo Maresca.
Il vero lascito di Boehly è forse soprattutto strutturale. Il Chelsea ha puntato con decisione sui giovani, sui contratti lunghi e sulla riduzione progressiva del peso salariale, creando inoltre BlueCo attraverso l’acquisizione dello Strasburgo e adottando una gestione più frammentata tra direzione sportiva, reclutamento e area medica. Un modello fortemente ispirato allo sport americano, accusato però di essere stato adattato con difficoltà alle peculiarità del calcio inglese.
Sul campo, il ritorno rispetto agli investimenti è rimasto limitato e il confronto con l’era Abramovich inevitabile. Sul piano economico, invece, il valore complessivo del club è cresciuto fino a circa 5,8 miliardi di euro, pur includendo un debito superiore a 1,6 miliardi. L’imprenditore made in USA esce quindi senza aver replicato i successi del predecessore ma lasciando una struttura che Clearlake, non a caso, ha scelto di consolidare anziché smantellare.
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Fonte: Europacalcio.it