Vega contro Infantino: la FIFA alla prova delle riforme
La sfida a Gianni Infantino per la presidenza della FIFA ha il suo primo protagonista dichiarato: Ramon Vega. L’ex difensore svizzero di Cagliari, Tottenham e Celtic ha annunciato la propria intenzione di candidarsi alle elezioni del 18 marzo 2027, in programma a Rabat, in Marocco. La sua iniziativa riporta al centro il tema della credibilità e della governance del calcio mondiale.
Vega punta su trasparenza e fiducia
Il programma dell’ex nazionale svizzero ruota attorno a riforme strutturali, modernizzazione e maggiore attenzione alle persone che vivono quotidianamente il calcio. «Il calcio non appartiene a presidenti, confederazioni o dirigenti», ha dichiarato Vega, sostenendo che giocatori, allenatori, arbitri, tifosi e società debbano tornare al centro delle decisioni.
Non è il suo primo tentativo di raggiungere la massima carica della FIFA. In passato aveva già valutato una candidatura, senza però ottenere il sostegno necessario. Per partecipare alla corsa dovrà raccogliere l’appoggio di almeno cinque federazioni affiliate e superare i controlli di eleggibilità.
Il caso FIFA Forward Enterprise
La candidatura arriva in una fase delicata per Infantino. Il progetto FIFA Forward Enterprise, che prevedeva l’apertura a investitori privati di una struttura destinata a gestire diritti commerciali legati alle competizioni mondiali, è stato accantonato dopo le contestazioni di diverse componenti del calcio internazionale.
La UEFA ha chiesto a un tribunale federale statunitense di acquisire documenti e testimonianze in vista di possibili iniziative legali in Svizzera. La FIFA ha respinto le accuse, definendo l’iniziativa una campagna di disinformazione.
La partita si gioca oltre le elezioni
Il confronto non riguarda soltanto la successione alla presidenza. Sul tavolo ci sono il controllo delle risorse economiche, la trasparenza dei processi decisionali e il rapporto tra la FIFA e le federazioni nazionali.
Vega dovrà dimostrare di poter tradurre le richieste di cambiamento in un progetto condiviso su scala internazionale. Infantino, che ha già annunciato l’intenzione di ricandidarsi, resta al centro della competizione.
La vera questione, dunque, va oltre i nomi: chi governa il calcio mondiale deve rispondere alle federazioni, ai club e a chi questo sport lo rende possibile. Le elezioni del 2027 saranno un passaggio decisivo per misurare quanto consenso esista attorno a una riforma della FIFA.
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Fonte: Europacalcio.it