FIFA, scuse di Infantino insufficienti: la crisi resta aperta
A Zurigo non ci sono state rotture ufficiali, ma la crisi di fiducia ai vertici della FIFA resta aperta. La riunione del Consiglio del 15 ottobre ha portato le scuse di Gianni Infantino per la gestione del progetto FIFA Forward Enterprise, senza però dissipare i dubbi sulla trasparenza e sui processi decisionali dell’organizzazione.
FIFA Forward Enterprise, il progetto naufragato
Infantino ha riconosciuto gli errori nella comunicazione e nella consultazione degli organi competenti, confermando il ritiro definitivo dell’iniziativa. Il piano prevedeva la cessione a investitori privati del 21% dei diritti commerciali della FIFA, con l’obiettivo di raccogliere 4,2 miliardi di dollari sulla base di una valutazione complessiva di 20 miliardi.
La proposta è stata abbandonata dopo le forti contestazioni, soprattutto in ambito europeo. Il problema, tuttavia, non riguarda soltanto le cifre: al centro del confronto ci sono le modalità con cui l’operazione è stata concepita e presentata.
Neuendorf attacca: “Nessuna risposta soddisfacente”
Il presidente della federazione tedesca Bernd Neuendorf, membro del Consiglio, ha espresso pubblicamente la propria insoddisfazione. Secondo quanto riferito dall’Associated Press, il dirigente ha dichiarato di non aver ricevuto risposte soddisfacenti alle domande sollevate.
Restano inoltre interrogativi sul caso dell’attaccante statunitense Folarin Balogun, la cui squalifica ai Mondiali è stata sospesa con la condizionale, e sul controverso Premio per la Pace FIFA assegnato a Donald Trump. Ulteriori valutazioni sono attese a dicembre.
Fondi alle federazioni e sfida elettorale
Sul fronte finanziario, la FIFA ha proposto un nuovo programma di solidarietà che porterebbe i finanziamenti complessivi del ciclo 2027-2030 a 6,35 miliardi di dollari. I dettagli dovranno essere definiti dagli organi competenti.
Intanto, l’ex difensore svizzero Ramon Vega si è candidato a sfidare Infantino alle elezioni presidenziali previste in Marocco nel marzo 2027, ma dovrà ottenere il sostegno di almeno cinque federazioni per accedere alla competizione.
Le scuse hanno chiuso un capitolo del progetto fallito, non il confronto sulla governance. La credibilità della FIFA dipenderà ora dalla capacità di fornire risposte verificabili e garantire maggiore trasparenza.
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Fonte: Europacalcio.it