Corvino non ci sta: “Attaccare il Lecce è follia… stranieri nei vivai? Per noi sono una necessità”
Una sfida che può valere una stagione e che per qualcuno rappresenta sempre qualcosa di speciale. Lecce–Fiorentina è l’incrocio tra presente e passato per Pantaleo Corvino ma anche l’occasione per riflettere su temi ben più ampi. Alla vigilia di una gara fondamentale per la salvezza dei salentini, il dirigente giallorosso ha affrontato con decisione le critiche al modello Lecce, finito nel mirino come simbolo delle cause che hanno portato alle attuali difficoltà del calcio italiano. Parole rilasciate al Corriere dello Sport, che aprono un dibattito profondo su tutto il sistema, dai giovani alla Nazionale.
Tra Lecce e Fiorentina, una sfida che vale doppio
Per Corvino, non è e non sarà mai una partita come le altre. Il suo percorso professionale da direttore sportivo si è sviluppato proprio tra queste due realtà, rendendo il confronto carico di significati personali. “Non posso che essere orgoglioso dei 23 anni in cui mi sono diviso tra Lecce e Fiorentina”, ha dichiarato, sottolineando il legame profondo con entrambe le piazze.
Da un lato il presente, con i salentini impegnati in una corsa salvezza sempre più serrata; dall’altro il passato, rappresentato da una Viola che ha segnato una parte fondamentale della sua carriera. Un intreccio di emozioni che si riflette anche nell’attesa della gara, vissuta con particolare intensità.
Il dirigente ha poi aggiunto: “Ora c’è il legame con la mia terra, il Salento. Lecce da sempre è la Firenze del Sud. Che segno del destino incredibile, vivere l’altro grande pezzo della mia carriera alla Viola, con la consapevolezza di essersi voluti bene”, un’espressione che racconta il filo diretto tra le due città e il senso di appartenenza che ancora oggi lo accompagna. Un contesto emotivo forte, che però non distoglie l’attenzione dall’obiettivo principale: conquistare punti decisivi per la permanenza in Serie A.
Il modello Lecce sotto accusa: “È un obbligo per rimanere sostenibili”
Uno dei temi salienti toccati è quello legato alle critiche ricevute dal club giallorosso, spesso indicato come esempio negativo per il calcio italiano. Corvino non ha usato mezzi termini: “Non fa onore a nessuno trovare nel Lecce, in questo momento storico, un esempio negativo”.
Le argomentazioni a favore del modello salentino, infatti, non mancano. Per il dirigente 76enne, il ricorso a giocatori provenienti da contesti internazionali non è una scelta ideologica, bensì una necessità: “Come responsabile dell’area tecnica quando devi costruire per trasformare le migliori potenzialità in qualità diventa necessario andare a cercarle dove sono, anche lontano: questo se ne trovi pochissime nel tuo territorio e non te lo puoi permettere economicamente in Italia”.
Il Lecce ha scelto consapevolmente una strada alternativa, trasformando un limite in opportunità. “Per club come il nostro tutto questo è una necessità, che diventa l’unica condizione e si trasforma anche in virtù… Il Lecce rimane sempre nelle regole”, ha ribadito. Un modus operandi che punta a generare valore tecnico ed economico, senza rinunciare alla competitività, come dimostra la presenza stabile del club in Primavera 1 e nella massima serie del calcio italiano.
La crisi della Nazionale, un problema sistemico
Corvino ha poi allargato il discorso alla crisi della Nazionale italiana, invitando a evitare semplificazioni. “Pensiamo davvero che gli insuccessi siano responsabilità dei ct o dei presidenti federali?”, ha provocatoriamente chiesto.
Per il dirigente, si tratta di un dilemma più profondo e riguarda l’intero sistema. Le strutture, secondo lui, non sono peggiori rispetto al passato, così come la qualità degli allenatori italiani. La vera criticità sarebbe quindi di natura strutturale: “Forse la colpa è di un sistema che si fa fatica a cambiare”.
Da qui l’invito a un confronto costruttivo: meno polemiche e più dialogo tra le componenti del calcio italiano. Solo attraverso una visione condivisa, secondo Corvino, sarà possibile invertire la rotta e restituire competitività alla Nazionale. Un messaggio chiaro da parte di uno dei più grandi (e longevi) protagonisti nel mondo del pallone nello Stivale, che va oltre il Lecce e chiama in causa l’intero movimento.
Fonte: Europacalcio.it