Chelsea, caos senza fine: esonerato Rosenior dopo soli tre mesi
L’esonero di Liam Rosenior testimonia il fallimento di una gestione tecnica che, nel giro di pochi mesi, ha riportato il Chelsea indietro di anni. Infatti, dopo la separazione con Enzo Maresca a gennaio, i londinesi si ritrovano nuovamente punto e a capo, tra risultati disastrosi e numerose scelte discutibili che hanno intaccato anche gli equilibri di spogliatoio. Una decisione pesante pure dal punto di vista economico, che apre l’ennesima fase di transizione e lascia interrogativi profondi sul futuro del caotico progetto Blues.
Il tracollo, numeri impietosi che sanno di resa
L’annuncio è arrivato tramite comunicato ufficiale:
Il Chelsea Football Club ha annunciato oggi la rescissione del contratto con l’allenatore Liam Rosenior […]
Non si è trattato di una decisione presa a cuor leggero dal Club, tuttavia i recenti risultati e le prestazioni non sono stati all’altezza degli standard richiesti e c’è ancora molto in palio in questa stagione. Tutti al Chelsea FC augurano a Liam ogni successo per il futuro.
Calum McFarlane assumerà la guida della squadra come allenatore ad interim fino alla fine della stagione, con il supporto dello staff tecnico del club, con l’obiettivo di raggiungere la qualificazione alle competizioni europee e di avanzare in FA Cup.
Nell’ambito del processo di stabilizzazione del ruolo di allenatore capo, il Club intraprenderà un percorso di autoanalisi per individuare la persona più adatta a ricoprire tale posizione a lungo termine.
Una decisione maturata dopo una serie di risultati disastrosi: sette ko nelle ultime otto gare disputate e ben cinque sconfitte consecutive senza segnare nemmeno un gol, un dato che nella storia del club si era verificato solo oltre un secolo fa, qualche anno dopo la sua fondazione.
A pesare in maniera altrettanto gravosa è stato anche il clima interno. Lo spogliatoio non ha mai digerito del tutto l’addio forzato al predecessore italiano e ha poi perso progressivamente la fiducia nel nuovo tecnico, con tensioni emerse “en plein air” tra casi individuali e dichiarazioni eloquenti da parte di alcuni tra i migliori giocatori della rosa.
Emblematiche le parole dello stesso Rosenior dopo la sconfitta senza appello di Brighton: “Prestazione inaccettabile in ogni aspetto del gioco e nel nostro atteggiamento. Continuo a venire qui e difendere i giocatori ma questa prestazione è indifendibile… qualcosa deve cambiare, drasticamente e subito. Penso che i giocatori debbano guardarsi allo specchio”.
Uno scarico di responsabilità sulla squadra, seppur non del tutto inesatto, che ha sancito di fatto la fine del proprio percorso in Inghilterra. Un connubio mai realmente decollato, nonostante le aspettative iniziali date dal bel gioco espresso nella sua esperienza a Stasburgo, club sempre di proprietà di Todd Boehly.
L’ennesimo errore di sistema: da Maresca al nuovo reset
L’esonero del tecnico inglese è solamente l’ultimo tassello di una gestione confusa. Con Enzo Maresca, il Chelsea aveva trovato stabilità: risultati positivi, fra cui spiccano la vittoria del Mondiale per club e della Conference League, identità di gioco e un rapporto solido con lo spogliatoio avevano riportato entusiasmo e credibilità.
La decisione di cambiare rotta ha invece innescato un effetto domino. Rosenior, arrivato a metà stagione con un contratto fino al 2032 da circa 24 milioni complessivi, non è mai riuscito a dare continuità al lavoro positivo ereditato, ritrovandosi presto travolto da risultati e pressioni.
Ora la panchina passa nuovamente a Calum McFarlane, già chiamato a traghettare la squadra ad interim proprio nel passaggio tra i due tecnici sopracitati. Un ritorno da soluzione-tampone in questo delicato finale di stagione con la qualificazione alle competizioni continentali (Europa League o Conference) in bilico, durante il quale la società dovrà riprogrammare da zero, ancora una volta, la prossima stagione.
Il bilancio è pesante: sportivamente, con una stagione compromessa, per lo meno rispetto agli obiettivi iniziali; economicamente, per un investimento pesante già bruciato, a cui segue il rebus sulla ricca buonuscita. Nonostante le molteplici colpe imputabili al 41enne di Wandsworth, il vero problema rimane un sistema che continua a non trovare una direzione chiara.
Fonte: Europacalcio.it