Milanello vs Casa Milan, le crepe di aprile: Allegri-Tare vs Furlani
Come ogni anno che si rispetti, in aprile, ecco le frizioni tra Milanello e Casa Milan: Allegri-Tare da una parte, Furlani dall’altra
ALLEGRI TARE FUTURO FURLANI MILAN – Aprile: dolce…disquisire. Come ogni stagione che si rispetti, da almeno tre anni a questa parte, sorgono alcune crepe tra due fazioni ormai contrapposte nel modus operandi e nelle idee per il Milan che verrà. Non è una novità: la parte tecnica sembra entrare in contrasto con quella societaria. Ambizione, da una parte; calacolatrice alla mano, dall’altra. E mentre il futuro di Massimiliano Allegri e Igli Tare – protagonisti assoluti nel “blindare” Milanello e nel rivolgere l’attenzione della squadra solamente all’obiettivo piazzamento Champions- appare strettamente collegato, quello di Giorgio Furlani potrebbe subire uno scossone in autunno.
Le indiscrezioni circa un possibile avvicendamento alla poltrona di AD si susseguono, con Calvelli pronto a rilevare l’attuale dirigente e uomo forte dell’uscente Fondo Elliott. In estate, a margine di una sessione di mercato in cui tutte le parti in causa dovrebbero – condizionale d’obbligo – concordare sui profili da inserire nel contesto rossonero, Gerry Cardinale è atteso da una scelta forte.
La sensazione è che alla fine ne possano rimanere solamente due (l’allenatore e il Direttore Sportivo), o l’altro (l’Amministratore Delegato), in quanto le parti sembrano in contrasto e non comunicare nella stessa lingua: quella che porta al bene del Milan. I casi André e Mateta risultano emblematici, con l’AD pronto a condurre in porto le operazioni in prima persona senza coinvolgere la parte tecnica. Non possono passate inascoltate, a tal proposito, le dichiarazioni di Max Allegri degli ultimi due mesi, attraverso le quali il tecnico ha più volte sottolineato l’importanza di remare tutti dalla stessa parte per raggiungere l’obiettivo.
Milan, il mese della resa dei conti prima dell’obiettivo stagionale: un ritornello già ascoltato
Operazioni di mercato con idee differenti, a partire sin dall’estate scorsa: dal Modric “per sempre” invocato da Milanello, a un “mai più Modric” che s’insinua a Casa Milan. Un calciatore non rivendibile in futuro, con ingaggio pesante e carta d’identità avanzata, proprio non rientra nella strategia dei file Excel della sede rossonera. E acquisti del calibro del croato evidenziano un punto di rottura: esperienza e rendimento immediato per Allegri e Tare, sostenibilità e rivendibilità per Furlani.
E così, gli stessi nomi di Vlahovic (ingaggio troppo elevato e commissioni esose), Lewandowski (vedi Modric) e Goretzka (elemento richiesto a gran voce da Max) generano polemiche tra due fazioni le cui rette non saranno mai parallele. A Milanello si fa calcio; a Casa Milan si predilige l’utilizzo della calcolatrice rivolgendo l’attenzione al bilancio. Ma la vera resa dei conti è (ancora) dietro l’angolo.
Fonte: Europacalcio.it