Verona-Como, Douvikas a venti dal termine per la prima Europa lariana

Dall’inviato a Verona – Qualche goccia a Verona nella prima gara dopo l’aritmetica retrocessione scaligera: gialloblù che ospitano il Como ad un passo da una storica qualificazione in Europa per la prossima stagione.

La prima parata è di Butez, reattivo sulla girata in area di Suslov, ben servito da Bowie a sinistra. Un inizio (finalmente) piacevole allora stadio Bentegodi, veloce, senza speculazioni; da un lato, oltre mille tifosi ospiti e dall’altro, una Curva tra cori per l’Hellas e la contestazione della proprietà e gestione americana.

Padroni di casa che si fanno preferire nel primo tempo e creano più pericoli in area. All’intervallo, si va sullo 0-0.

Ripresa con cambi immediati decisi da Fabregas: subito di testa Diao si avvicina al vantaggio e al 56′ un’azione corale in velocità non viene concretizzata dai lariani. Il Como cerca di forzare i tempi ma dopo le buone premesse, gara deludente e poco spettacolare; il gol arriva comunque al 70′ con inserimento e bella conclusione di Douvikas, il suo tredicesimo, terzo nella classifica marcatori di questo campionato.

A dieci dal termine, Montipò respinge il tiro di BaturinaNico Paz viene deviata in angolo, ultime note di questo match.

I tre punti consentono ai biancoblù di essere certi almeno del sesto posto in classifica che vale la partecipazione ad una prossima competizione europea: nel prossimo turno, c’è il Parma a Como mentre il Verona andrà a Milano contro l’Inter.

VERONA-COMO: TABELLINO

HELLAS VERONA: Montipò; Nelsson, Edmundsson, Valentini; Belghali (85′ Vermesan), Akpa Akpro (85′ Tomic), Gagliardini, Bernede (67′ Lovric), Frese; Suslov, Bowie

Allenatore: Paolo Sammarco

COMO: Butez; Vojvoda (1′ Smolcic), Diego Carlos, Kempf, Valle (36′ Moreno); Da Cunha, Perrone (1′ st Caqueret); Diao (80′ Van Der Brempt), Paz, J. Rodriguez (1′ st Baturina), Douvikas

Allenatore: Cesc Fabregas

Ammoniti: Caqueret, Frese

Arbitro: Marco Di Bello di Brindisi

VERONA-COMO, DICHIARAZIONI POST GARA 

Suslov:Futuro in Serie B? Ho ancora il contratto, parliamo dopo la stagione, sono felice qui e i tifosi sempre dietro di me, faccio il massimo per questo club.  Abbiamo fatto una buona partita, non bellissimo calcio ma di squadra, dobbiamo chiudere bene. La stagione è stata difficile per me, infortunio lungo; ho grandi ambizioni ma sono felice qua, non so ora, voglio chiudere queste due partite bene e poi si vedrà. I tifosi? Capiamo, i tifosi non sono felici ma la cosa più importante è che ci sono, vogliamo fare sempre il massimo per loro”.

ALLENATORI

Sammarco:Giocavamo contro una squadra importante, anche oggi abbiamo fatto la nostra partita, difeso e attaccato bene, si poteva fare qualcosa di meglio. Sono contento di questa esperienza, non ho rammarico, mi imputo forse le prime due settimane di gestione dove potevo entrare più deciso e il non aver quasi mai avuto la rosa a disposizione. Ho capito strada facendo che la squadra doveva difendere un po’ più basso e ripartire anche se non è il calcio che mi piace, la squadra si trova bene facendo questo, oggi un punto poteva valere poco ma tanto dal punto di vista morale. Orban? Credo non ci siano le condizioni per farlo rientrare. Bowie? Ragazzo che speriamo possa rimanere e ripartire da lui. Il Como? Percorso importante grazie ad una proprietà e allenatore forte, da prendere esempio. Stare sul pezzo fino alla fine? Tutti hanno obiettivi personali e giocare con orgoglio per il Verona”.

Fabregas:Un giorno da ricordare, tante cose e gente, una cosa incredibile che non si darà valore come tra vent’anni. Siamo stati promossi il 10 maggio 2024 e due anni dopo festeggiamo l’Europa, non succede mai, non è normale e va dedicato a chi ha girato l’Italia in Serie D. Un orgoglio per la società, tifosi, tutto il Como. Da domani pensiamo se possiamo volare più in alto. Abbiamo meritato di più altre volte, ma un’altra volta porta a zero, nulla è semplice, orgogliosissimi di questa società, ancora giovani e stiamo crescendo e imparando. La prossima stagione sarà incredibilmente dura con tante più partite, dobbiamo sapere quello che vogliamo fare e non vogliamo cadere”.

Fonte: Europacalcio.it

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