Florentino Perez: “Non mi dimetto, cacciatemi a colpi di pistola”

Il Real Madrid vive ore di fuoco. Un campionato vinto dal Barcellona proprio nel Clasico, l’eliminazione dalla Champions League prima delle aspettative, uno spogliatoio teso con risse sfiorate tra Federico Valverde e Aurélien Tchouameni, e un Álvaro Arbeloa ormai passo d’addio. In questo clima di tempesta perfetta, Florentino Pérez ha convocato una conferenza straordinaria nella sala stampa della Ciudad Real Madrid. E ha parlato per quasi un’ora senza filtri.

Il presidente ha voluto rispondere a tutto: dalle voci su un presunto cancro terminale ai complotti giornalistici, dal caso Negreira alle elezioni imminenti. Con uno stile da combattente, Pérez ha ribadito un concetto su tutti: non se ne andrà.

“Non mi dimetto. La mia salute è perfetta”

Florentino Pérez ha aperto i lavori con una bordata secca:

“Mi dispiace dirvi che non mi dimetterò. Ho chiesto alla commissione elettorale di avviare il processo per indire le elezioni del consiglio di amministrazione. Ci presenteremo come attuale Consiglio di Amministrazione”.

Poi ha smentito con durezza le illazioni sulla sua salute:

“Alcuni dicono che sono malato, che ho un cancro terminale. Colgo l’occasione per ringraziare chi si preoccupa per me. La mia salute è perfetta. Se mi dicessero che ho un cancro, dovrei entrare in un centro oncologico. Sarebbe finito su tutti i giornali del mondo. Non è vero e quella voce si è ingigantita”.

E ha rivendicato il suo operato:

“Continuo a presiedere il club e la mia azienda, che fattura 50 miliardi all’anno. Con me come presidente, abbiamo vinto 37 titoli nel calcio e 29 nel basket”.

“Situazione assurda contro il Real Madrid”

Il numero uno dei Blancos ha parlato di un clima di accerchiamento mediatico:

“Si è creata una situazione assurda contro il Real Madrid e contro di me. Non si vince sempre, ma non lo ammettiamo. Approfittano di questa situazione per attaccarmi. Dov’è Florentino? Io non parlo. Alcuni dicono che sono stanco. Non posso accettarlo solo perché quest’anno non abbiamo vinto la Liga e la Champions”.

E ha lanciato un messaggio chiaro a chi spera in un suo passo indietro:

“Non mi farò intimidire. Sarò l’ultimo dei soci ad andarsene. I proprietari del Real Madrid sono i soci. Se qualcuno vuole candidarsi, si faccia avanti. Ma che non vada in giro a dire che sono stanco”.

La diatriba con l’ABC

Uno dei momenti più tesi è stato lo scambio con Rubén Cañizares del giornale ABCPérez ha attaccato senza mezzi termini:

“L’ABC di Vocento ha creato ‘El Relevo’, un giornale digitale che ha perso 25 milioni. Il suo unico scopo era prendersela con il Real Madrid e con me. Mio padre leggeva l’ABC, ma ora ho deciso di disdire l’abbonamento per onorarlo. Come può fare una cosa del genere l’ABC?”

Il giornalista ha tentato di replicare, ma Pérez ha proseguito:

“Guardate quali due articoli scrivono oggi, di una donna che non so se capisca o meno di calcio”.

Caso Negreira: “Il più grande scandalo di corruzione”

Florentino Pérez ha dedicato ampio spazio al caso Negreira, definendolo senza mezzi termini:

“Il più grande caso di corruzione nella storia del calcio. A nessuno al mondo verrebbe in mente di pagare gli arbitri. È inconcepibile. Il Barcellona ne esce sempre avvantaggiato. Presenteremo un dossier alla UEFA affinché si ponga fine a questa situazione”.

E ha aggiunto un’accusa pesante:

“Io sono qui da non so quante stagioni e ho vinto solo sette Coppe dei Campioni e sette campionati, che avrebbero potuto essere 14 se non me li avessero rubati. Abbiamo realizzato un video sui 18 punti che ci hanno tolto in questa stagione”.

Rissa Valverde-Tchouameni: “Non è la prima volta che si litiga, succede ogni stagione. Peggio chi lo rivela”

Sulla presunta rissa tra Valverde e Tchouameni, il presidente ha ridimensionato l’accaduto, ma ha colto l’occasione per un attacco frontale:

“Non è la prima volta che due giocatori vengono alle mani: succede ogni stagione. Si prendono a pugni e il giorno dopo sono amici. Il fatto è che quest’anno ne hanno parlato per la prima volta. Sappiamo bene chi l’ha fatto. È un complotto dei giornalisti cattivi contro il Real Madrid”.

E ha ribaltato la prospettiva:

“Per me è peggiore la fuga di notizie, perché implica che ci sia qualcosa di più del semplice litigio. Se qualcuno all’interno del club porta la questione all’esterno, è peggio della rissa tra loro. Questo distrugge il Real Madrid”.

Mourinho, allenatori e futuro: “Oggi non parlo di calcio”

Alla domanda su José MourinhoPérez ha chiuso:

“Non pensavo che mi avrebbero chiesto questo. Non siamo ancora a quella fase. Oggi non parliamo di calcio. Sono qui per restituire il patrimonio del Real Madrid ai suoi soci. Vogliono che me ne vada, ma io non me ne andrò”.

“Dovranno cacciarmi a colpi di pistola”

La chiusura della conferenza è stata affidata a un messaggio di sfida:

“Io faccio il meglio per il Real Madrid, come mi ha insegnato mio padre. Dovranno cacciarmi a colpi di pistola perché ho il sostegno di tutti i soci. Florentino non se ne andrà finché i soci non vorranno che me ne vada”.

Un presidente sotto assedio, ma più determinato che mai. Le elezioni si avvicinano. E Pérez ha già lanciato il guanto di sfida.

Fonte: Europacalcio.it

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