Farioli: “Cerco di dare ordine e chiarezza. Qui al Porto…”

Francesco Farioli è uno degli allenatori emergenti migliori nel panorama calcistico europeo, come testimoniato dalle sue ultime stagioni: qualificazione in Europa League con il Nizza, titolo sfumato all’ultima giornata con l’Ajax e campionato vinto con il Porto. Tutte queste tre annate hanno qualcosa in comune: la miglior difesa. Farioli, infatti, cura molto la fase difensiva, come affermato da lui stesso in un’intervista a GOAL. Nel corso della chiacchierata, il tecnico azzurro ha anche toccato altri temi, come non aver mai allenato in Italia, l’importanza delle palle inattive nel calcio moderno e come è arrivata la chiamata del Porto.

FARIOLI: “PREDILIGO L’ORDINE E UN MIX DI ENTRAMBI LE FASI DI GIOCO. 5 ANNI FA VOLEVO TORNARE AL SASSUOLO”

MAI ALLENATO IN A – “La verità è che la mia traiettoria per iniziare questo percorso di allenatore è partita all’estero ed è continuata all’estero, quindi direi che prevalentemente questo è il motivo. Le esperienze che ho fatto prima in Turchia, poi in Francia, poi all’Ajax e quest’anno qua al Porto mi hanno dato questo scenario, questo panorama di opportunità ed è qualcosa del quale sinceramente vado molto grato e che mi godo con piacere e con grande soddisfazione. Quando ho deciso di fare l’allenatore mi sono chiesto dove sarei voluto essere tra 5 anni: avevo 30 anni e tornare al Sassuolo da capo allenatore era il mio sogno. Non sono mai tornato in Italia ma i risultati ottenuti sono oltre le mie aspettative“.

MIGLIOR DIFESA – “Penso che sia difficile separare le cose, nel modo di attaccare incide il modo in cui difendi e nel modo in cui difendi incide il modo di attaccare. Credo che il nostro lavoro sia quello di trovare il giusto mix tra le varie fasi di gioco. Il fatto che adesso sia il terzo anno consecutivo che abbiamo la migliore difesa del campionato è sicuramente qualcosa di importante, è qualcosa che per me è assolutamente fondamentale. Il fatto che nelle ultime tre squadre sia passato questo spirito e questo desiderio di lavorare insieme con la palla e di lavorare insieme senza la palla per me sono state le più grandi soddisfazioni che ho avuto come allenatore”.

L’ORDINE – “Il calcio, e la vita in generale, è fatta da due possibili direzioni: entropia, che significa caos, e neghentropia, che significa ordine, l’intenzione di portare ordine. Da allenatore penso di poter aiutare la squadra andando in quest’ultima direzione, cercando di portare ordine, dando ai giocatori “gli stessi occhiali” per guardare la realtà, per leggere la partita nello stesso modo”.

FARIOLI: “LE PALLE INATTIVE INCIDONO MOLTISSIMO NEL CALCIO MODERONO. AL PORTO REMANO TUTTI NELLA STESSA DIREZIONE”

LE PALLE INATTIVE – Le palle inattive incidono molto nel calcio di oggi, senza ombra di dubbio. C’è tanto lavoro e tanta organizzazione, ma questa non può completamente sopperire o essere valorizzata se non hai qualcuno che ha la capacità di calciare bene e soprattutto giocatori in grado di avere dominio aereo e impatto nel gioco aereo. È una delle fasi di gioco dove negli ultimi anni, almeno per me, è aumentato molto il tempo che gli abbiamo dedicato”.

IL PORTO DOPO LA DELUSIONE ALL’AJAX – “Si può imparare da tutto, dalle vittorie come dalle sconfitte. L’esperienza dell’anno scorso è stata descritta con parole molto forti. Ma in realtà quest’anno non credo di aver fatto un lavoro migliore rispetto alla scorsa stagione. La differenza, e il motivo per cui oggi abbiamo qualcosa da festeggiare, è che ogni singola componente di questo club è andata esattamente nella stessa direzione, con la stessa determinazione, senza sprecare energie in nessun ambito. E credo che questo, alla fine, abbia fatto la differenza”.

“Dopo la difficile stagione che ho vissuto all’Ajax, non mi bastava vedere un bel logo o un bel club con cui lavorare, cercavo un club dove potessi trovare persone con la mia stessa motivazione. Nel mese dopo le dimissioni con l’Ajax e prima di firmare con il Porto non ho ricevuto tante proposte, c’erano due squadre di Second Division e due squadre che avrebbero lottato per la salvezza in Serie A. Poi è arrivata la chiamata del Porto e quando ho incontrato Villas Boas, a Como, è stato tutto molto veloce, in pochi giorni la decisione è stata presa da entrambe le parti”.

 

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Fonte: Europacalcio.it

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