Inter, ecco il primo nome dell’era Baccin: Tobias Andrada, il “Chicle” del River Plate
Il mercato ha chiuso solo da una decina di giorni ma l’Inter pensa già alle prossime mosse. Con Baccin al timone dell’area sportiva, il club vuole accelerare sulla ricerca di profili giovani e ad alto potenziale, in linea con una strategia sempre più orientata allo scouting internazionale. Dall’Argentina rimbalza così il nome di Tobias Andrada, centrocampista classe 2007 del River Plate, soprannominato “Chicle” e paragonato in patria a Valverde. Un profilo ancora acerbo ma già abbastanza interessante da finire nel radar nerazzurro.
Chi è Tobias Andrada, il “nuovo Valverde” che piace all’Inter
Secondo quanto riportato da Soydelmillo.com e dal giornalista argentino Jonathan Riniti, il club meneghino starebbe monitorando con attenzione la crescita di Andrada in vista delle prossime finestre di mercato, con un occhio particolare al 2027. Il centrocampista è arrivato al River Plate dal Vélez, club con cui aveva già debuttato tra i professionisti nel 2025, chiudendo la prima stagione con 35 presenze, 3 gol e 2 assist e facendo anche il proprio esordio in Copa Libertadores.
Il River ha investito 6 milioni di dollari per il 66% dei diritti del giocatore, mantenendo anche un’opzione per acquisire un ulteriore 14%. Oggi la sua valutazione parte da circa 9 milioni, mentre il contratto scade nel dicembre 2030.
Dal punto di vista tecnico, il 19enne argentino viene considerato un mediano puro, più votato alla qualità che alla quantità, capace però di agire anche da mezzala destra o esterno di centrocampo. In patria è stato accostato a Federico Valverde da figure come Guillermo Barros Schelotto e Fabian Berlanga. Il soprannome “Chicle”, cioè chewing-gum, nasce invece dalla sua capacità di proteggere e tenere il pallone incollato ai piedi, rendendo estremamente arduo il compito di portarglielo via.
Un talento da plasmare per continuare la tradizione argentina
Le caratteristiche di Andrada si sposano bene con il tipo di profilo che l’Inter vuole intercettare nel nuovo corso: giovane, tecnico, versatile e ancora con ampi margini di crescita. Il CIES lo ha inserito nella top 10 dei migliori giocatori per passaggi corti capaci di superare almeno tre avversari, in una classifica che comprende anche nomi come Rayan Cherki e Lamine Yamal. Il suo marchio di fabbrica è dunque la verticalità: conduzione, inserimenti e giocate in profondità, qualità che possono diventare ancora più efficaci se affiancate a un centrocampista maggiormente fisico del Nazionale Albiceleste U20 di 179 centimetri.
Per Baccin sarebbe anche un’operazione dal significato simbolico. L’Inter ha costruito nel tempo una forte tradizione argentina e il giovane di Villa Luzuriaga potrebbe rappresentare un nuovo capitolo di quella storia, con un talento da sviluppare gradualmente. Il club sta lavorando sempre di più in tal senso, considerando anche le valutazioni in corso circa l’acquisizione di un club satellite.
La situazione contrattuale richiederà comunque attenzione, perché la proprietà dei diritti del giocatore è suddivisa tra River e Vélez. Nulla di insormontabile ma abbastanza per rendere l’eventuale trattativa più articolata. Per ora resta un nome da seguire, tuttavia l’Inter di Baccin vuole muoversi con largo anticipo per evitare l’inserimento di altri club europei.
Ti potrebbe interessare
Fonte: Europacalcio.it