De Laurentiis svela il retroscena su Cardinale: “Da buttarlo fuori”
Aurelio De Laurentiis torna a parlare del futuro del calcio italiano e lo fa con parole nette sul modello finanziario adottato da alcune società. Il presidente del Napoli, premiato dall’Associazione della Stampa Estera in Italia a Roma, ha affrontato diversi temi, soffermandosi anche sull’ingresso dei fondi di investimento nel calcio. Nel mirino è finito Gerry Cardinale, proprietario del Milan e fondatore di RedBird.
De Laurentiis, l’attacco a Cardinale
Il presidente del Napoli ha raccontato un retroscena relativo a una cena con Cardinale, avvenuta circa tre anni fa. “Mi fece un discorso a cui non obiettai altrimenti avrei dovuto prenderlo e buttarlo fuori, mi diceva cose che non stavano né in cielo né in terra dal mio punto di vista: è un proprietario che aveva esigenze da finanziere e non da imprenditore vero”, ha dichiarato De Laurentiis.
Il patron azzurro ha quindi allargato il ragionamento all’intero sistema dei fondi: “Cardinale e i fondi hanno investito denaro per farlo fruttare ai loro investitori: se dopo un po’ di tempo non hanno avuto un guadagno, allora che benefit è stato apportato? Nessuno”.
La visione sul futuro del calcio italiano
Per De Laurentiis, il calcio italiano avrebbe bisogno di una svolta imprenditoriale. “Se vuoi fare impresa devi stravolgere ciò che non funziona”, ha spiegato, criticando anche una legislazione che, a suo giudizio, rende complesso intervenire sul sistema.
Il presidente del Napoli ha poi sostenuto la necessità di una maggiore responsabilizzazione dei club con più tifosi, citando Juventus, Milan, Inter, Napoli e Roma come società capaci di trainare il movimento.
Malagò e Spalletti
De Laurentiis ha toccato il tema relativo a Malagò: “Lui sta vivendo un’odissea, lo ritengo l’unico capace di mettere sui binari corretti il calcio italiano, lo ha dimostrato nella sua vita. Ma dobbiamo trovare in ogni modo la possibilità di farlo cadere perché qualcuno vuole prendere il suo posto. Ma non va bene, non bisogna politicizzare il calcio. La politica è sempre stata assente dal cinema e dallo sport. Però quando devono venire a vedere qualche partita, si mettono in prima fila per avere i biglietti e come si arrabbiano se non glieli dai”.
E su Spalletti: “Non fatemi parlare di lui. Gli allenatori devono capire di essere dei collaboratori chiamati a dirigere l’orchestra formata dai calciatori, ma rimangono comunque dei dipendenti. A volte tendono a dimenticarlo. È chiaro il ragionamento?”.
Il progetto del nuovo stadio
Nel corso dell’incontro con la stampa estera, il presidente azzurro ha illustrato il progetto relativo al nuovo centro sportivo, individuato a Qualiano, su un’area di circa 17,5 ettari. L’obiettivo è realizzare dieci campi da calcio e strutture per la prima squadra, il settore giovanile e gli uffici societari.
“Abbiamo individuato un’area di 17,5 ettari a Qualiano. Lì vogliamo costruire il nuovo centro sportivo del Napoli, con dieci campi e circa 7.500 metri quadrati di strutture”, ha spiegato De Laurentiis.
Il presidente del Napoli ha parlato di una lettera d’intenti con Q8 per un’area di circa 38 ettari nella zona orientale della città.
“Vorremmo realizzare uno stadio da 70 mila posti, con 120 sky box, ristoranti e un museo interattivo. È un progetto che potremmo finanziare direttamente”, ha dichiarato De Laurentiis, indicando in circa 24 mesi una possibile tempistica per la realizzazione.
Il patron azzurro ha espresso anche perplessità sul futuro dello Stadio Diego Armando Maradona: “Per ristrutturarlo servirebbero interventi molto importanti. I 200 milioni ipotizzati, a mio avviso, non sarebbero sufficienti”.
Il progetto del presidente comprende dunque tre direttrici: centro sportivo, stadio e organizzazione societaria. Il campo continuerà a rappresentare il giudice principale, ma De Laurentiis guarda già al prossimo capitolo della storia del Napoli.
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Fonte: Europacalcio.it