PSG vince la seconda Champions consecutiva: Arsenal ko ai rigori
PSG nella storia: back to back in Champions League. Arsenal k.o. ai rigori dopo l’1-1 nei tempi regolamentari. La coppa viene decisa dagli 11 metri. Luis Enrique eguaglia i grandi
A Budapest, il Paris Saint-Germain ha scritto un’altra pagina di storia. Per la seconda volta consecutiva, i parigini alzano la Coppa dalle Grandi Orecchie. Dopo il 5-0 all’Inter dello scorso anno, arriva il successo ai rigori contro l’Arsenal di Mikel Arteta. Una finale combattuta, decisa dagli episodi e dai nervi. E dopo 10 anni, la Champions torna a essere decisa dagli 11 metri.
Il PSG ce l’ha fatta. L’Arsenal crolla sul più bello. E Luis Enrique entra nell’olimpo dei grandi.
Il primo tempo: Havertz illude l’Arsenal, il PSG domina ma non concretizza
Il copione tattico è chiaro fin dai primi minuti: il PSG ha il pallino del gioco, l’Arsenal difende in maniera solida e compatta. I Gunners, chiusi in 20 metri, non concedono spazio ai parigini.
Ma al 6′, la prima svolta. Marquinhos spazza in maniera casuale, il rimpallo favorisce Havertz, che dopo una cavalcata di 30 metri si ritrova a tu per tu con Safonov. Il portiere del PSG non alza le mani e Havertz lo punisce con un missile terra area sotto la traversa. Arsenal in vantaggio dopo appena 6 minuti.
Il risultato cambia, ma le filosofie no. Il PSG domina nel possesso (77% nel primo tempo), ma i continui uno-due e scambi veloci non sorprendono un Arsenal sempre ben posizionato. Kvaratskhelia e Doué non riescono a pungere, Dembelé si vede pochissimo. Il più pericoloso è Fabian Ruiz, con un paio di tiri-cross ben disinnescati da Raya.
Gabriel e Saliba alzano il muro, innescando ripartenze dove Saka prova a pungere. Al termine dei primi 45 minuti, il dato è di un solo tiro in porta per il PSG. L’Arsenal concede il possesso, ma rischia pochissimo.
Il secondo tempo: il rigore di Dembelé cambia la storia
Il secondo tempo comincia con il PSG nuovamente in avanti, questa volta più brillante e reattivo. I parigini mettono sotto l’Arsenal fin dai primi secondi, spingendo con concretezza e tirando in porta con maggiore continuità.
L’Arsenal regge, ma poi crolla a causa di un errore individuale. Uno-due velocissimo e impressionante di Dembelé e Kvaratskhelia: il georgiano prende il tempo a Mosquera, spingendolo al fallo. L’arbitro indica il dischetto. Si presenta Dembelé che, con lucidità e freddezza, batte Raya con enorme precisione. È 1-1. E la partita cambia.
L’Arsenal si rintana, preso dalla paura e dalla tensione. Il PSG domina e sfiora il raddoppio con Kvaratskhelia (palo) e con Pacho di testa. Nel finale, i Gunners provano a reagire, ma il 2-1 non arriva. Si va ai supplementari.
Supplementari: paura e gambe pesanti. Si va ai rigori
Nel primo tempo supplementare, i ritmi sono bassissimi. La paura si insedia nelle teste dei calciatori. Hakimi prova una conclusione di mancino che termina di poco alta. Dall’altro lato, Madueke prova a creare qualcosa, ma Mendes regge.
Nel secondo tempo, il PSG gestisce il possesso palla prolungato ma sterile. Una buona occasione la crea Joao Neves, che non trova compagni. Nel finale, si accende l’Arsenal con Madueke e Gyokeres, ma entrambi i tiri finiscono fuori. Finisce 1-1. Si va ai rigori. Dopo 10 anni, una finale torna a decidersi dagli 11 metri.
La lotteria dei rigori: Gabriel sbaglia, è festa PSG
RIGORI PSG:
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Ramos: piattone destro all’incrocio – SEGNA
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Doué: spiazza Raya alla sua sinistra – SEGNA
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Nuno Mendes: incrocia, ma Raya para – SBAGLIA
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Hakimi: incrocia, Raya spiazzato – SEGNA
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Beraldo: spiazza Raya che si butta in anticipo – SEGNA
RIGORI ARSENAL:
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Gyokeres: conclusione rasoterra – SEGNA
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Eze: pessimo rigore, palla largamente fuori – SBAGLIA
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Rice: fulmina Safonov nell’angolino basso – SEGNA
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Martinelli: rigore magistrale sotto l’incrocio – SEGNA
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Gabriel: incrocia, ma la palla termina alta sopra la traversa – SBAGLIA
Il PSG vince la seconda Champions consecutiva. Luis Enrique entra nella leggenda. E Budapest diventa la nuova capitale del calcio europeo. Per il Paris Saint-Germain, è l’inizio di un’era. Per l’Arsenal, l’amaro in bocca di una finale persa sul più bello. Ma la storia, a volte, è anche questa.
Fonte: Europacalcio.it