Italia, Mancini: “Dispiaciuto per il passato; formiamo una squadra che giochi bene”. Ranieri: “Coronamento di una carriera; voglio due cose…”
Si è conclusa la conferenza stampa di Roberto Mancini e Claudio Ranieri, rispettivamente nuovo ct dell’Italia e direttore tecnico FIGC. Di seguito, le loro dichiarazioni principali.
MANCINI
“Tre anni fa ci fu una mancata comunicazione tra me e il presidente Gravina, ci fossimo parlati sarebbe cambiato tutto. Sono molto dispiaciuto. Per me la maglia della Nazionale è sempre stata molto importante, credo sia un po’ come quando da innamorato perdi la donna della tua vita, vuol dire che hai sbagliato, hai fatto degli errori, hai commesso qualcosa che non andava fatto.
Mi dispiace tanto per quello che è accaduto in questi tre anni, adesso la sorte grazie al presidente Malagò mi dà la possibilità di potermi rifare. Cercherò di fare il massimo e di riportare l’Italia dove merita.
Credo che i giocatori ci siano, giovani, gli va data fiducia e cercheremo di essere propositivi e giocare bene.
Sono l’allenatore della Nazionale, capisco che ci sono anche quelli che sono contro, cercherò di fare in modo che la squadra sia così bella e che cerchi di giocare bene e che i tifosi si rinnamorino e mi perdonino.
Il progetto? Abbiamo fatto un contratto di quattro anni, spero di poter vincere un trofeo importante o anche due e rimanere anche dopo, se questo sarà possibile.
MANCINI IN CONFERENZA: SECONDA PARTE
Quando sei ct della Nazionale, la pressione c’è sempre. Adesso ci sono altre polemiche, passeranno.
Giocatori? Credo ci siano giocatori bravi, tecnici e giovani, poi troveremo anche i Bonucci e Chiellini che possono fare un po’ da chioccia a questi giovani e farli crescere. Credo sia importante avere giocatori tecnici, se abbiamo quelli, li mettiamo insieme e riusciremo a fare una squadra che giocherà bene.
Io credo che se l’Italia va al Mondiale, diventa una delle squadre da battere; anche se arriva al Mondiale o all’Europeo da non favorita, diventa pericolosa. Il nostro obiettivo è formare una squadra subito, velocemente, ci vorrà un po’ di tempo e arrivare a questo.
La nostra speranza è che giochino più italiani, poi anche quelli che giocano all’estero è comunque importanti perché giocano in Premier League.
Da dove ripartiremo? Uno spirito offensivo, propositivi e cercare di vincere le partite, anche affrontando squadre che sono tra le migliori.
I quattro gironi di Serie A di Nations League sono formati tutti da grandi nazionali, saranno partite importanti, valuteremo subito quella che è la nostra forza, dove avremo bisogno di migliorarci e comunque sarà un girone difficile, per noi ma anche per le altre squadre.
L’attacco con Pio Esposito, Kean e Retegui? Spero che facciano gli stessi gol che ha fatto Ciro Immobile in Serie A, poi sono tutti giovani, Retegui un po’ più grande di loro; non penso siamo messi così male tra le ali e i centravanti“.
RANIERI
“E’ il coronamento di una carriera, una cosa bellissima, non credevo quando ho visto la chiamata che potesse accadere. Ero al mare e sono molto orgoglioso. So che ci sarà da lavorare tantissimo in una situazione difficile ma la mia carriera da allenatore dice che non mi sono mai tirato indietro. E’ un compito arduo, quello che mi preme tantissimo: far rinnamorare i tifosi italiani della Nazionale di calcio e permettere ai bambini come mio nipote di dodici anni che non hanno mai visto la Nazionale di calcio ai Mondiali.
C’è da lavorare, da un lato Roberto è chiamato a risolvere la situazione campo, io quello che non si vede. Voglio capire come funziona il settore giovanile scolastico, non possiamo permetterci in questo momento dove i bambini sono più presi da altro… bisogna cercare di riportarli al calcio abbassando i prezzi.
Il salto dall’under 21 alla prima squadra, bisogna capire cosa succede.
Siamo bravi tatticamente ma all’estero la tattica non viene esasperata, dobbiamo saper stoppare una palla, crossare, l’uno contro uno, tante cose che i nostri giovani allenatori non fanno più perché devono vincere. Impariamo come si manovra il pallone, cercherò di vedere come fare.
Prima c’erano meno scuole calcio, una volta si giocava più nelle piazze, nelle chiese, nelle parrocchie, in mezzo alla strada, si dribblava… bisogna tornare a lasciare esprimere il ragazzo fino ai dodici, tredici, quattordici anni.
RANIERI IN CONFERENZA: SECONDA PARTE
Il no in passato per il ruolo di ct? Ogni volta che ho deciso con il cuore non mi sono mai pentito, non potevo interrompere il rapporto con la Roma e poter fare l’allenatore della Roma, ci sarebbero stati conflitti di interesse notevolissimi e a malincuore sono stato costretto a dire di no.
Sono stato allenatore fino a due anni fa, se Roberto volesse chiedermi qualcosa, dirò la mia altrimenti starò al mio posto, avrò tante cose da fare.
Chiederò aiuto alla politica, a tutti quanti perché credo che l’Italia interessi a tutti, non possiamo ricordarci di essere italiani solo quando si perde“.
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Fonte: Europacalcio.it