Addio Beccalossi: l’Inter perde il suo genio più libero
Il calcio italiano saluta un talento unico
Il mondo del calcio dice addio a Evaristo Beccalossi, storico numero 10 dell’Inter, scomparso a Brescia a pochi giorni dal suo 70° compleanno. Ricoverato presso la clinica Poliambulanza, l’ex centrocampista era da tempo in condizioni critiche dopo il malore che lo aveva colpito nel gennaio 2025.
Con lui se ne va uno degli interpreti più puri e riconoscibili del calcio italiano tra gli anni Settanta e Ottanta. Un giocatore capace di trasformare ogni pallone in un’idea, ogni partita in una narrazione diversa.
L’Inter e gli anni della fantasia
Il legame tra Evaristo Beccalossi e l’Inter è stato profondo e duraturo. Arrivato in nerazzurro nel 1978, è diventato subito il simbolo di una squadra che viveva della sua creatività. In sei stagioni ha collezionato 216 presenze e 30 gol, contribuendo alla conquista dello scudetto 1979-80 sotto la guida di Eugenio Bersellini, oltre a due Coppa Italia.
Non era un giocatore convenzionale. Non cercava la velocità, ma il tempo giusto. Non rincorreva il pallone, lo aspettava. E quando lo toccava, cambiava il ritmo della partita.
Una carriera tra Brescia e Serie A
Cresciuto nel Brescia, Beccalossi si era fatto notare per visione e tecnica fuori dal comune. Dopo l’esperienza all’Inter, aveva vestito anche le maglie di Sampdoria, Monza e Barletta, chiudendo la carriera nel 1987.
Il suo nome resta legato a un calcio che oggi sembra lontano: più istinto che schema, più talento che sistema. Un’eredità che va oltre i numeri e che continua a vivere nella memoria dei tifosi.
Fonte: Europacalcio.it