Il Como cerca italiani per l’Europa, Suwarso: “Venturino e altri ci piacciono ma…”

Dalla storica qualificazione europea alle strategie di mercato, passando per il nodo italiani e i progetti futuri del club. Mirwan Suwarso racconta il presente e il futuro del Como in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, tra entusiasmo e pragmatismo. Il presidente dei lariani conferma la crescita vertiginosa del progetto targato Fabregas ma manda anche messaggi chiari al calcio italiano: competere sì, senza però perdere sostenibilità e identità.

“Gli italiani costano troppo”, Venturino e il mercato del Como

Uno dei passaggi più interessanti dell’intervista riguarda il tema dei calciatori italiani, tornati al centro del dibattito sulle sponde del lago in ottica liste UEFA, dopo la qualificazione aritmetica alla prossima edizione delle competizioni europee. Suwarso non usa giri di parole: “Siamo sempre alla ricerca di italiani. La prima stagione in A ne abbiamo comprati quattro. Il problema è che sono molto costosi e non possiamo pagarli in modo dilazionato”.

Tra i nomi citati dal presidente spicca quello di Lorenzo Venturino, giovane talento oggi alla Roma ma cresciuto nel settore giovanile del Genoa. “Anche Venturino è forte”, ha ammesso infatti il presidente indonesiano, inserendolo accanto a profili ben più affermati quali Orsolini, Bastoni, Dimarco, Cambiaghi e Pellegrini.

Più che un’allusione ad una trattativa concreta, il riferimento va verso la linea strategica del Como: costruire una rosa più italiana e ancor più profonda, mantenendo però equilibrio economico e sostenibilità. Il classe 2006, per età e prospettiva, rappresenta esattamente il tipo di profilo che intriga il club lariano.

Il traguardo storcio e il progetto Fabregas: “Vogliamo fare sempre meglio”

La qualificazione europea rappresenta uno spartiacque nella storia del Como. Per la prima volta in 119 anni il club giocherà una competizione continentale e Suwarso non nasconde l’orgoglio: “Finalmente ne possiamo parlare”.

Dietro questo traguardo c’è il lavoro di Cesc Fabregas, citato più volte dal presidente come figura centrale del progetto. Persino la maglietta celebrativa “Como si dice Europa?” è nata da un’idea dell’ex centrocampista spagnolo. Nonostante l’ambizione crescente, Suwarso continua però a mantenere un approccio lucido: “Non dobbiamo più costruire da zero, abbiamo già un’identità forte”.

Il Como farà mercato ma senza stravolgere la rosa. Molto dipenderà anche dal rientro dei 23 giocatori attualmente in prestito e dalla gestione delle uscite. Resta poi il nodo Nico Paz: “Dipende tutto dal Real Madrid”. A prescindere dal proprio numero 10, il percepito è quello di un club che ha già smesso di essere una sorpresa e vuole iniziare seriamente a diventare una realtà stabile del calcio europeo.

Sostenibilità e business: la visione di Suwarso

Nel finale dell’intervista, Suwarso allarga il discorso oltre il campo, spiegando la filosofia imprenditoriale dietro la crescita del club. Ai critici che riducono il progetto lariano alla disponibilità economica della famiglia Hartono, risponde così: “Le risorse aiutano ma il calcio è pieno di esempi dove questa equazione non è arrivata fino in fondo”.

L’obiettivo del Como non è semplicemente spendere, bensì diventare un club “profittevole e sostenibile” entro i prossimi due o tre anni. Step per il quale saranno importanti anche i prossimi lavori di ristrutturazione del Sinigaglia, indispensabili affinché i tifosi lariani possano vivere la prima stagione europea tra le mura casalinghe.

Proprio dal territorio nasce anche il modello multi-club servicing illustrato dal presidente: il Como oggi collabora con tredici società nel mondo condividendo know-how, retail e strategie di sviluppo commerciale. Un approccio innovativo che punta addirittura a triplicare o quadruplicare i ricavi entro fine anno.

Suwarso parla inoltre dello Stivale come di un ambiente “molto ospitale”, citando numerosi dirigenti italiani tra le figure che hanno ispirato il percorso del club. Un progetto tuttavia unico, moderno e sempre più internazionale, che all’alba della prossima stagione si farà trovare sicuramente pronto ad alzare ulteriormente l’asticella.

Fonte: Europacalcio.it

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