Lazio, Gattuso ha cambiato tutto: ora i biancocelesti fanno paura
La Lazio si è presa la vetta della Serie A e, soprattutto, ha ritrovato una dimensione competitiva che sembrava difficile da immaginare all’inizio della stagione. Il successo per 2-1 contro il Cagliari, maturato in rimonta all’Olimpico, ha certificato il momento straordinario della formazione di Gennaro Gattuso. Dieci giornate, nove vittorie, un pareggio e nessuna sconfitta: 28 punti, tre in più dell’Inter, seconda in classifica. È la migliore partenza nella storia del club biancoceleste.
Non è soltanto una questione di risultati. La sensazione è che a Formello sia stato ricostruito un gruppo capace di riconoscersi in un’identità precisa, con una mentalità diversa e una disponibilità collettiva che sta facendo la differenza.
Gattuso ha restituito certezze alla Lazio
Il percorso dell’allenatore calabrese merita attenzione. Dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia contro il Mantova, arrivata con una sconfitta per 2-0, la stagione avrebbe potuto prendere una direzione complicata. La risposta della squadra è stata invece netta: vittorie contro Bologna, Genoa, Udinese, Venezia, Monza, Juventus, Parma, Sassuolo e Cagliari, oltre al pareggio contro il Milan.
La Lazio ha costruito il proprio primato attraverso un equilibrio significativo. Con 24 reti realizzate e appena otto subite, possiede una delle difese più efficaci del campionato e un attacco capace di trovare soluzioni differenti. Il 3-0 sul campo della Juventus e soprattutto il 6-2 contro il Sassuolo hanno mostrato due facce della stessa squadra: organizzazione, intensità e capacità di colpire quando si aprono gli spazi.
Il carattere prima ancora dello spettacolo
La partita contro il Cagliari ha offerto un’indicazione forse ancora più importante. Sotto dopo il gol di M’Bala Nzola, i biancocelesti hanno trovato il pareggio con Gustav Isaksen, prima del colpo decisivo di Andrea Pinamonti all’83’. Una rimonta costruita anche attraverso i cambi, diventati una risorsa fondamentale per Gattuso.
Il tecnico ha riconosciuto le difficoltà incontrate dalla squadra, senza nascondere i meriti dell’avversario: «È stata una partita molto difficile, merito al Cagliari». Poi ha individuato l’aspetto che più lo rende orgoglioso: «Chi è entrato con veemenza, con voglia, ha cambiato la partita».
Parole che descrivono una squadra nella quale anche chi parte dalla panchina si sente coinvolto. È un elemento determinante in una stagione lunga, soprattutto quando gli impegni ravvicinati mettono alla prova condizione fisica e profondità della rosa.
Il primato non deve nascondere le criticità
Il momento della Lazio è indiscutibilmente positivo, ma sarebbe prematuro trasformare dieci giornate in una sentenza sulle ambizioni stagionali. La vittoria contro il Cagliari ha evidenziato anche alcune difficoltà nella costruzione del gioco, soprattutto quando gli avversari chiudono gli spazi e adottano marcature individuali.
Lo stesso Gattuso ha ammesso che la squadra avrebbe potuto sviluppare meglio alcune situazioni offensive. La capacità di trovare alternative, come accaduto nella ripresa contro i sardi, sarà quindi decisiva per mantenere questo ritmo.
Resta da monitorare anche la condizione di Mattia Zaccagni, sostituito durante la partita per una botta. Il tecnico ha escluso, nelle dichiarazioni post-partita, la necessità di correre rischi inutili.
Napoli-Lazio, il prossimo esame
Il calendario propone adesso una trasferta particolarmente impegnativa: domenica 8 novembre la Lazio farà visita al Napoli, alle 12:30. Sarà un confronto importante per misurare la maturità della capolista contro un’avversaria di alto livello.
La classifica, intanto, racconta una realtà che fino a poche settimane fa appariva difficile da pronosticare. Gattuso preferisce però mantenere i piedi per terra: «Meglio che non la guardiamo, se no ci gira la testa». E ancora: «Bisogna lavorare e dopo vedremo cosa succederà».
È probabilmente questo l’aspetto più interessante del momento biancoceleste. La Lazio non sta vivendo soltanto una sequenza di risultati favorevoli: sta dimostrando di saper vincere in modi differenti, anche quando la partita si complica. Il primato è meritato, ma la vera sfida comincia adesso: trasformare un avvio da record in una candidatura concreta per restare ai vertici della Serie A.
Ti potrebbe interessare
Fonte: Europacalcio.it