Roma, Gasperini ha cambiato marcia: lo Scudetto non è un tabù

La Roma corre, segna e soprattutto convince: il 5-2 rifilato all’Udinese al Bluenergy Stadium ha confermato la crescita della squadra di Gian Piero Gasperini, protagonista di un avvio di stagione che sta andando oltre le aspettative. Dopo dieci giornate di Serie A, i giallorossi occupano il terzo posto con 24 punti, frutto di sette vittorie e tre pareggi. Sono ancora imbattuti, hanno realizzato 28 reti e presentano una differenza reti di +18. Numeri che raccontano una trasformazione significativa.

Il dato più interessante, tuttavia, non riguarda soltanto la classifica. La Roma sembra aver ritrovato una mentalità offensiva e una fiducia collettiva che permettono a diversi interpreti di diventare protagonisti. È questa, probabilmente, la traccia più evidente del lavoro di Gasperini.

Gasperini ha restituito identità e coraggio

La vittoria contro l’Udinese rappresenta una fotografia efficace del momento giallorosso. Il primo tempo si è trasformato in un monologo: Bryan Cristante ha sbloccato il risultato al 10′, Mora ha raddoppiato al 31′, Donyell Malen ha firmato il tris due minuti più tardi e Evan Ndicka ha realizzato il poker al 37′.

Cinque marcatori diversi, considerando anche la rete nel recupero di Daniele Ghilardi, dopo i gol friulani di Nicolò Zaniolo e Palma. Una distribuzione delle responsabilità offensive che conferma quanto il sistema di gioco dell’allenatore sappia coinvolgere l’intero gruppo.

Non è un caso che Gasperini, nel dopogara, abbia insistito proprio su questo aspetto: «Oltre a fare tanti gol, li realizziamo con tanti giocatori diversi. Questo è anche sintomo di fiducia». E ha aggiunto: «Tanti giocatori adesso credono di poter essere decisivi, sia con un assist, sia nella conclusione».

Malen e la forza di un attacco corale

L’impatto di Malen è certamente una delle chiavi della crescita offensiva. La sua capacità di attaccare la profondità, muoversi tra i difensori e finalizzare le occasioni offre alla squadra un riferimento importante. Ma ridurre il rendimento della Roma al solo centravanti sarebbe un errore.

Soulé, Mora, Cristante, Ndicka e gli altri interpreti partecipano alla produzione offensiva con caratteristiche differenti. La squadra non dipende da un unico finalizzatore e può trovare soluzioni attraverso gli inserimenti dei centrocampisti, le iniziative degli esterni e la spinta dei difensori sui calci piazzati.

Il dato delle 28 reti dopo dieci giornate è particolarmente significativo: secondo la Lega Serie A, si tratta del miglior avvio realizzativo nella storia del club nella competizione.

Le criticità: attenzione e gestione delle energie

Non tutto, però, è ancora perfetto. Il secondo tempo di Udine ha mostrato una Roma meno concentrata, capace di concedere all’avversario due reti dopo aver costruito un vantaggio di quattro gol. Un calo comprensibile, anche considerando il calendario particolarmente intenso, ma che Gasperini non vuole sottovalutare.

«Dopo lo 0-4 ci siamo distratti», ha ammesso il tecnico, sottolineando anche la fatica accumulata attraverso una lunga serie di impegni ravvicinati.

C’è poi il capitolo degli indisponibili. Le condizioni di Mile Svilar, Paulo Dybala e Manu Koné rappresentano un tema da monitorare. Lo stesso allenatore ha definito decisiva la settimana per valutare eventuali recuperi, senza nascondere le difficoltà di un rientro prima della sosta.

Roma, il salto di qualità passa dalla continuità

La classifica autorizza a guardare in alto. Davanti ai giallorossi ci sono soltanto Lazio e Inter, rispettivamente a 28 e 25 punti dopo dieci giornate. Il distacco è contenuto e il rendimento offensivo offre motivi concreti per alimentare le ambizioni.

Il prossimo impegno porterà la Roma a Manchester, contro lo United, il 3 novembre. Un appuntamento impegnativo, che arriva in una fase delicata della stagione e metterà alla prova la capacità della squadra di gestire energie e rotazioni.

La sensazione è che Gasperini abbia già lasciato un’impronta riconoscibile: la Roma gioca con coraggio, attacca con molti uomini e ha ritrovato una produzione offensiva di alto livello. Restano margini di miglioramento nella gestione dei vantaggi e nella tenuta difensiva, ma il percorso è evidente.

Parlare di Scudetto dopo dieci giornate sarebbe prematuro. Ignorare, però, ciò che sta costruendo questa squadra sarebbe altrettanto sbagliato. La Roma è tornata a sentirsi protagonista e, soprattutto, ha ritrovato una convinzione che può fare la differenza nel prosieguo della stagione.

Fonte: Europacalcio.it

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