Lampi di Jashari a Genova: “Non avete ancora visto il vero me…”
Ardon Jashari, centrocampista elvetico del Milan, ha rilasciato un’intervista dopo la trasferta di Genova: le parole del mediano rossonero
JASHARI GENOVA – Partiva da sfavorito nelle gerarchie di Massimiliano Allegri nell’immediata vigilia della delicatissima trasferta di Genova. A discapito delle attese, invece, Ardon Jashari ha occupato stabilmente un posto nella mediana di un Milan non bello da vedere, ma estremamente efficace per condurre in porto altri tre punti per staccare un pass per la prossima edizione della Champions League. Un errore da matita blu nel corso del secondo tempo – con retropassaggio verso Maignan molto rischioso e in una zona di campo in cui avrebbe potuto gestire meglio la sfera – ma anche tante note positive in un pomeriggio che si preannunciava infuocato a Marassi già dalla vigilia. L’ex centrocampista del Bruges ha mostrato grande temperamento e contribuito con fisicità a reggere l’urto degli avversari, specie nel primo tempo.
“Ma il vero Ardon non l’avete ancora visto, a mio modo di vedere“, conferma il mediano elvetico. Intercettato dai microfoni di TeleLombardia, Jashari si è detto soddisfatto per la propria prestazione, ma non pienamente. Serviranno più minuti e ritmo per poter ammirare un mediano premiato quale miglior calciatore della passata edizione della Jupiter Pro League. La pressione della vigilia era tutta sulle spalle del Diavolo, soprattutto perché avrebbe incontrato una squadra senza particolari obblighi di classifica e libera da qualsiasi pensiero. Ma gran parte dei fari erano puntati proprio sul numero 30: sostituire Sua Maestà, Luka Modric, in una porzione di campo estremamente complessa, ha messo a dura prova il fiore all’occhiello della campagna estiva rossonera.
Specie nella prima frazione, però, Jashari ha mostrato fisicità e buona conduzione di palla, unito a qualche cambio gioco per permettere alla squadra di giocare in ampiezza. Il vero Ardon, sicuramente, il mondo Milan non l’ha ancora scoperto. Ma il tempo e la qualità giocano a favore dello svizzero.
Fonte: Europacalcio.it